Gas di città

Il gas di città è un gas prodotto nel processo di trasformazione del carbone litantrace in coke. Il processo libera una miscela di gas, composta da metano, monossido di carbonio, propano, butano e acetilene, riutilizzabile per finalità energetiche. Il gas di città era utilizzato prevalentemente per l'illuminazione pubblica dei centri urbani, da cui deriva il nome gas di città o gas illuminante, e per vari utilizzi finali nelle cucine. Il gas di città era distribuito in apposite tubazioni lungo le strade, le quali consentivano di distribuire il gas fino ai bruciatori posti sulla sommità dei lampioni. L'illuminazione era consentita per diffusione dalla fiamma del bruciatore. Le scorte di gas di città erano stoccate in strutture dette gasometri poste nelle immediate vicinanze delle città. Nei gasometri avveniva il processo d gassificazione del carbone o di cracking del petrolio per produrre gas di città. Il gas di città era prodotto anche nei pressi delle acciaierie come prodotto secondario nel processo di produzione del carbon coke. Il gas illuminante divenne obsoleto con la realizzazione della rete di illuminazione pubblica con lampadine a elettricità, più economiche e facili da gestire rispetto ai lampioni gas, e con la diffusione del gas metano negli impieghi domestici. In molti casi gli stessi lampioni a gas furono convertiti in lampioni elettrici. I vecchi gasometri a struttura circolare caratterizzano ancora oggi le vecchie aree dei centri urbani e sono entrati a far parte dell'archeologia industriale.


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