Petrolio. La nascita del mercato dell'automobile

Alla fine dell'ottocento la spinta dell'innovazione tecnologica mutò gli equilibri petroliferi mondiali. La nascente rete elettrica ridusse il fatturato delle industrie petrolifere fornitrici del gas di città. La precedente rete urbana di illuminazione era basata sull'utilizzo del gas o del petrolio. L’avvento dell’elettricità si presentò come uno spettro del fallimento per molte compagnie petrolifere. Nello stesso periodo storico si diffusero rapidamente le automobili come mezzo di locomozione privato alternativo alle carrozze. Il motore a combustione interna delle automobili impiegava come carburante la benzina, un sottoprodotto della lavorazione del petrolio fino allora di importanza secondaria. Questo sconosciuto sottoprodotto della raffinazione del petrolio era usato come solvente o per alimentare piccoli fornelli, con l’arrivo delle automobili fece l'ingresso sui mercati mondiali acquisendo un crescente valore aggiunto. La domanda della benzina permise alle raffinerie petrolifere di compensare il calo della domanda nel mercato urbano dell'illuminazione.

L'ascesa economica degli Stati Uniti. Il mercato delle automobili nacque contemporaneamente in Europa e negli Stati Uniti ma furono soltanto questi ultimi ad assistere a una rapida crescita del mercato automotive. L'introduzione della catena di montaggio di Henry Ford, proprietario fondatore dell'omonima casa automobilistica americana, inaugurò il ciclo di produzione su scala dell'automobile. La crescente scala produttiva ridusse i costi unitari di produzione e pertanto anche il prezzo finale di vendita dell’automobile. In pochi anni l'automobile tutti i cittadini americani poterono acquistare un’utilitaria e l’automobile divenne il bene di consumo di massa per eccellenza. Due leggende americane si incontrano. A beneficiarne, indirettamente, furono le compagnie petrolifere americane, tra cui l’ormai celebre Standard Oil di Rockefeller, principale produttore e distributore dei prodotti di raffineria negli Stati Uniti d'America. In Europa l'introduzione della catena di montaggio tardò per parecchi anni e il mercato dell'automobile restò appannaggio soltanto per le élite e per i consumatori benestanti. Questa lentezza penalizzò le compagnie petrolifere europee ed asiatiche rispetto a quelle operanti nel territorio americano.

Il mercato dei carburanti non si limitò soltanto alle automobili. Dopo oltre cento anni il motore a vapore delle navi, dei treni e delle caldaie fu sostituito con il motore a gasolio contribuendo a dare un'ulteriore spinta alla domanda mondiale dei carburanti.

La corsa verso gli Stati Uniti. Le innovazioni tecnologiche di fine ottocento trasformarono gli Stati Uniti nel principale mercato di sbocco dei prodotti petroliferi mondiali. Le compagnie europee ed i finanzieri di ogni parte del mondo iniziarono a valutare la localizzazione degli impianti d’estrazione e raffinazione del petrolio direttamente negli Stati Uniti per avvicinare il punto di produzione al punto di consumo ed evitare il peso del costo di trasporto del prodotto finito.

Il grande gioco del petrolio era appena iniziato.


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