Petrolio. La fine della Standard Oil

La grande compagnia petrolifera fondata Rockefeller, la Standard Oil, non ha mai goduto della simpatia dei cittadini e della stampa americana. Il rapido sviluppo economico negli Stati Uniti stava modificando bruscamente il tessuto industriale microconcorrenziale americano soppiantato dalla nascita dei grandi monopoli o trust in quasi tutti i settori economici. Agli inizi del novecento il capitalismo americano stava perdendo la connotazione famigliare-pionieristica dell'emporio azienda per assumere quella moderna del gigantismo industriale. L'opinione pubblica americana visse questa fase storica con la tipica paura per il cambiamento ed i giornali dell'epoca non fecero altro che enfatizzare i mali del nuovo capitalismo auspicando il ritorno all'epoca concorrenziale americana. Il trust del petrolio era quello che meglio dipingeva la situazione. La politica commerciale aggressiva e senza scrupoli della Standard Oil non era poi così diversa dai trust nel settore industriale. Era il segno di un mondo che stava cambiando in fretta senza dare modo alle generazioni americane di adattarsi. Per questi motivi l’antitrust divenne un obiettivo particolarmente sentito dalla classe politica americana.

La fine della grande Standard Oil. Nel 1906 il presidente Roosevelt denunciò la Standard Oil per cospirazione contro il libero commercio americano e nel 1909 la corte federale sentenziò lo smembramento obbligatorio della compagnia di Rockefeller. Il grande impero commerciale venne scorporato tramite un piano presentato nel 1911 dagli stessi vertici della Standard Oil. Dalla divisione della società nacquero le compagnie petrolifere che ancora oggi riempiono di benzina i serbatoi di mezzo mondo come la Exxon (Esso), la Mobil, la Chevron, la Amoco e la Comoco.

I legami della Stantard Oil sopravvissero però allo smembramento. La divisione eliminò il legame di dipendenza tra le compagnie territoriali e la holding ma non riuscì a mutare la politica industriale di ogni singola impresa. Le compagnie petrolifere nate dalla chiusura della holding Standard Oil continuarono a praticare le vecchie politiche e denominazioni commerciali vendendo nei rispettivi mercati territoriali americani e senza interferire negli affari delle ex società del gruppo. Lo spettro della Standard Oil di Rockefeller sopravvisse nei dirigenti delle nuove compagnie che continuarono a sentirsi “cugini” piuttosto che concorrenti. Il valore azionario delle compagnie raddoppiò immediatamente.

Alla fine prevalse la logica di Rockefeller. Di fatto, lo smembramento della Standard Oil ebbe come risultato un rapido e ulteriore arricchimento patrimoniale degli azionisti di maggioranza. Rockefeller uscì vincitore anche dalla sua ultima battaglia ed entrò a pieno diritto nella storia del capitalismo mondiale e nella leggenda americana.


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