Conferenza di Rio del 1992

La prima conferenza internazionale sulla questione ambientale si tenne nel 1992 a Rio de Janeiro. La Conferenza di Rio riprese il termine "sviluppo sostenibile" coniato nel Rapporto Brundtland del 1987 per collocarlo al centro di una nuova analisi di politica socioeconomica. I paesi partecipanti alla Conferenza di Rio stilarono gli obiettivi e le politiche da adottare in un documento ufficiale denominato "Agenda 21", dove 21 stava a significare il "ventunesimo secolo". Un'apposita commissione presso le Nazioni Unite avrebbe monitorato annualmente lo stato di attuazione dell'Agenda 21 presso i paesi firmatari. L'effetto serra smise d'essere un argomento scientifico riservato ai climatologi ed entrò a pieno diritto nelle agende dei governi e degli economisti.

La diversa visione dello sviluppo sostenibile

L'introduzione dello sviluppo sostenibile si dimostrò fin dai primi momenti antitetico al consolidato modello di sviluppo economico basato sulla crescita senza limiti. Per questa ragione nonostante siano passati quindici anni dalla Conferenza di Rio ancora oggi non possiamo affermare che la sostenibilità sia diventata la regola. Tutt'altro. Alla base dello sviluppo sostenibile venne posto il rispetto dei limiti dei sistemi naturali. Le attività umane non avrebbero dovuto superare la velocità di riproduzione delle risorse rinnovabili e la capacità di assorbimento della natura. Lo sfruttamento delle risorse non rinnovabili avrebbe dovuto essere finalizzato al potenziamento delle strutture energetiche rinnovabili nel lungo periodo in modo da poter sostituire gradualmente le prime. Il concetto del limite non piacque alla cultura dominante basata sul business model da Far West, valido nei casi delle vaste praterie americane da conquistare nel XIX secolo ma del tutto inutile in condizioni di scarsità delle risorse. Il mondo era tornato ad essere piccolo. Il documento Agenda 21 chiedeva a chiare lettere la responsabilizzazione dei governi e l'introduzione degli obiettivi di sostenibilità ambientale nelle politiche economiche nazionali. Ebbe inizio il monitoraggio del carico inquinante delle attività umane, in particolar modo delle emissioni di gas serra nell'atmosfera terrestre, ma nulla di più. Ancora oggi l'economia e la società mondiale sono quasi esclusivamente fondate sullo sfruttamento senza limiti delle risorse fossili e le emissioni globali di CO2 nell'atmosfera terrestre non hanno fatto riscontrare cenni di rallentamento.

20070803


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