WORLD ENERGY OUTLOOK 2005

Lo scenario descritto dall'Agenzia Internazionale dell'Energia nel World Energy Outlook 2005 conferma l'esistenza dei problemi energetici su scala globale.
Entro il 2030 la domanda di energia aumenterà del +50% per effetto della forte crescita economica dei paesi emergenti e della Cina. Il petrolio non abbandonerà comunque la scena mondiale anche se altre risorse vedranno crescere rapidamente la propria importanza nel mix energetico. I prezzi dell'energia tenderanno al rialzo, circa di un terzo, frenando i processi di crescita economica. Per un paradosso storico, senza petrolio il futuro dell'umanità potrebbe tingersi di nero.
Il futuro non è però scritto. Se i principali paesi consumatori di energia iniziassero, oggi, ad investire maggiormente nelle energie alternative e nelle innovazioni tecnologiche save energy la domanda di energia globale potrebbe persino ridursi del 10% entro il 2030 invece che aumentare del 50%. In quest'ultimo caso il prezzo del petrolio tenderebbe persino a scendere del 15%.
Le politiche energetiche dovranno includere azioni piu' decise nelle innovazioni tecnologiche radicali. Più coraggio e minore difesa dello status quo.
Energie rinnovabili, nucleare, risparmio ma anche petrolio. Per evitare shock nei prezzi si dovrà continuare ad investire nella esplorazione e ricerca di nuovi giacimenti petroliferi. Dal punto di vista geopolitico i prossimi decenni vedranno crescere l'importanza dell'area MENA (Middle East - North Africa). Questi territori offrono grandi potenzialità per le nuove prospezioni ma sono del tutto deficitari dal punto di vista delle infrastrutture energetiche. La collaborazione tra paesi detentori della tecnologia e quelli dotati di risorse energetiche sarà un punto critico strategico fondamentale. Non guerre ma collaborazione e compartecipazione.
Da un punto di vista ambientale è necessario dare risposte sostenibili nel lungo periodo. Mantenere un tasso di crescita annuale del +1,6% nelle emissioni di anidride carbonica mette a serio rischio l'equilibrio del pianeta. Se i governi investissero maggiormente nelle innovazioni e nella diversificazione del mix energetico le emissioni potrebbero nel complesso abbassarsi del -16% entro il 2030. Lo
sviluppo sostenibile non è un più una teoria accademica degli anni '80 ma una concreta necessità della società umana contemporanea.
Un'analisi critica della situazione che lancia un messaggio di speranza: qualsiasi futuro "nero" può essere evitato fin da oggi, soltanto lavorando tutti verso un'unica direzione. Dipende da noi... oggi.
20/11/2005
< Fonti e bibliografia >