La rielezione di Bush,
un vantaggio per l'Unione Europea
Articolo di www.politicaineuropa.com
- 4/11/2004
(su gentile concessione)
A poche ore di distanza dai risultati delle elezioni presidenziali negli
Stati Uniti, che hanno sancito la vittoria di Bush, Politica in Europa
dedica una breve analisi all'influenza che potrà avere l'esito
elettorale sul futuro del nostro continente.
Per valutare il significato della vittoria di Bush in rapporto al futuro
dell'Unione Europea, occorre analizzare l'impatto delle politiche attuate
dal rieletto presidente durante il suo primo mandato.
Sebbene molti analisti considerino superficialmente che l'unilateralismo
dell'amministrazione Bush abbia danneggiato l'UE, è in realtà
evidente che gli ultimi quattro anni hanno favorito una decisa ascesa
dell'Europa nello scacchiere geopolitico.
Le conseguenze delle decisioni del governo statunitense sull'UE si possono
suddividere in due fondamentali ambiti: il ruolo internazionale dell'UE
ed i rapporti interni all'Unione. In entrambi i casi, come vedremo, Bush
ha aiutato il nostro Continente.
Il ruolo internazionale dell'Unione Europea
In campo ambientale il ritiro dal protocollo di Kyoto, nel diritto il
boicottaggio del tribunale penale internazionale, negli armamenti il rigetto
dei trattati sui sistemi di difesa antimissile, sulla proibizione delle
mine antiuomo e sul bando dei test nucleari nell'atmosfera, nonchè
l'attacco all'Iraq senza il consenso dell'ONU, sono solo gli esempi più
eclatanti di una politica che ha provocato nelle diplomazie dei principali
Paesi del mondo allarme e ricerca di nuovi equilibri.
Una politica ideologicamente fondata sull'unilateralismo che nasce dalla
precisa volontà di prolungare nel nuovo secolo l'attuale momento
unipolare che vede incontrastata la supremazia americana.
Un progetto che ha ottenuto risultati esattamente opposti a quelli auspicati.
Tutti i principali attori dello scenario internazionale, la Cina, l'India,
la Russia, i governi progressisti del Sudamerica, i Paesi arabi, hanno
con decisione preso posizione a favore di un ordine mondiale basato sul
multipolarismo, venendo quindi ad appoggiare quella stessa visione che
il cuore dell'UE ha con più forza sostenuto.
L'Unione Europea, oggi riconosciuto leader nella ricerca e nella promozione
del consenso negli affari internazionali ed esempio di riuscita integrazione
regionale, sta divenendo punto di riferimento per la maggioranza dei Paesi
citati. I vertici bilaterali che l'UE puntualmente sostiene, i resoconti
e le analisi dei quali vengono proposti da Politica in Europa, ne sono
testimonianza.
In pochi anni il ruolo guida degli USA, che appariva incontrastato,
si è quindi profondamente indebolito, a vantaggio in particolare
dell'UE.
I rapporti interni all'Unione Europea
In parallelo anche il processo di integrazione politica interno all'UE
ha vissuto un'accelerazione a seguito delle decisioni di Bush.
Fermandoci all'evento più discusso, è noto come la guerra
all'Iraq abbia evidenziato una profonda spaccatura tra il cuore dell'UE,
costituito da Francia e Germania, ed altri governi filoamericani. Tale
spaccatura d'altra parte era preesistente agli eventi bellici, i quali
non l'hanno creata ma hanno reso finalmente possibile la sua chiara e
salutare manifestazione.
Conseguentemente si è aperto un vasto dibattito sul ruolo che
l'UE dovrà assumere nel futuro, dibattito fondamentale e benefico.
L'opinione pubblica europea ha preso consapevolezza della necessità
di un'opposizione all'unilateralismo americano e l'ineluttabilità
di un cammino verso una effettiva difesa comune dell'Unione Europea si
è resa lampante.
Conclusioni
Per quanto esposto, l'Unione Europea deve guardare alla riconferma di
Bush senza delusione o timori di nuove tensioni interne: il proseguio
delle politiche unilateraliste statunitensi continuerà a favorire
il ruolo dell'Europa nel mondo, rafforzando negli altri Paesi il desiderio
di promuovere nuove alleanze con l'UE a favore del multilateralismo e
accelerando quella dialettica interna da cui scaturirà la vera
integrazione politica del nostro continente.
Articolo di Politicaineuropa.com
pubblicato su gentile concessione
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