Tremonti elimina la retroattività sul bonus fiscale per il risparmio energetico
La retroattività sulla norma che introduce modifiche alla detrazione fiscale del 55% sugli interventi di risparmio energetico sarà eliminata dal Parlamento. Lo ha annunciato il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel corso di un'audizione alla Camera. Il ministro ha riconosciuto l'errore. La retroattività avrebbe penalizzato tutti coloro che nel corso dell'anno hanno investito sulla ristrutturazione degli immobili per opere di risparmio energetico facendo leva sul bonus fiscale del 55%. Resta tuttavia da chiedersi quali siano i motivi ad indurre il Governo ad eliminare il credito d'imposta nel 2009. La risposta è arrivata dallo stesso ministro, secondo cui i crediti di imposta sul risparmio energetico non avevano una copertura finanziaria. Detto in parole povere, l'Italia non ha più soldi per investire in pannelli solari e risparmio energetico. Lo scenario descritto dal ministro è reale. L'attuale crisi economica penalizza soprattutto i paesi, come il nostro, in cui il debito pubblico è già molto alto. A differenza del '29 i governi hanno già utilizzato la leva fiscale e la spesa pubblica, fin troppo, al punto da indebitarsi per intere ere geologiche. E' quindi difficile trovare soldi quando questi non possono nemmeno essere reperiti con l'indebitamento.
Disinvestire sul risparmio energetico è un errore
Va tuttavia detto, pur considerando realistico e vincolante lo scenario descritto dal ministro, che tagliare il credito d'imposta sul risparmio energetico non è una mossa del tutto razionale. Dal nostro piccolo punto di vista, come associazione culturale dedicata allo sviluppo sostenibile, non possiamo far altro che ricordare l'importanza "economica" (oltre che ambientale) del risparmio energetico. Una casa ben coibentata riduce il consumo di gas e di elettricità. L'Italia non ha riserve d'energia. Gas, petrolio, carbone sono importati dall'estero e la bolletta energetica del nostro Paese è un problema che tutti conoscono. Aumentare del 10% il risparmio energetico o ridurre del 10% gli sprechi e le inefficienze della rete elettrica è un vantaggio sociale per l'intero Paese. Eliminare il credito d'imposta causerà probabilmente una brusca frenata alle ristrutturazioni e non consentirà di ridurre il consumo d'energia del nostro Paese. Senza contare l'importanza della filiera di piccole e medie imprese italiane specializzate nella produzione o nell'installazione degli impianti energy-save (bioedilizia, fotovoltaico, solare, eolico ecc). Evitiamo di citare l'impatto occupazionale del taglio sul risparmio energetico, in quanto l'attuale crisi economica sta già mietendo posti di lavoro un po' ovunque, sarebbe poco etico difendere quelli di un settore dell'economia e non anche gli altri. Ci limitiamo pertanto a ricordare che ogni soldo speso in risparmio energetico in Italia è un soldo risparmiato sulla bolletta dell'energia dell'intero Paese.
Il commento della nostra associazione Ecoage
In conclusione. In tempi di crisi economica generale nessuno può sottrarsi ai sacrifici. Non scenderemo mai in piazza per contestare l'innalzamento dell'Iva al 20% sulle Pay-Tv... Ma disinvestire sul risparmio energetico e sulle rinnovabili lo consideriamo, dal nostro punto di vista, un errore economico che graverà sul futuro e sulle bollette energetiche del nostro Paese.
Associazione culturale Ecoage
20081204
< Fonti e bibliografia >