Il teorema del libero battitore
Il problema degli scempi ambientali è spesso causato dall'assenza
della proprietà o dall'assenza della tutela dei beni
pubblici. I beni pubblici non sono percepiti come propri oppure sono considerati
come beni liberi da sfruttare prima che lo faccia qualcun'altro.
Possiamo riprendere un esempio classico nella teoria dei giochi, il teorema
del libero battitore. E' probabilmente il teorema che più riesce
a spiegare il concetto di "sviluppo sostenibile" e i
suoi vantaggi per tutti.
Il Teorema dimostra come il perseguimento dell'interesse individuale
porti, in taluni casi, ad un peggioramento per tutti. Questo teorema è
una chiara estensione del "dilemma
del prigioniero" (valido solo per pochi operatori)
Prendiamo come esempio una montagna colma di boschi e circondata da migliaia
di abitanti residenti nei paesi limitrofi. Ogni persona trae profitto
dal taglio della legna rivendendola sui mercati.
Possono realizzarsi diversi comportamenti:

La situazione ideale in un mondo perfetto
Si può facilmente notare che se tutti si accordassero per tagliare
un minimo pro-capite si otterrebbe con facilità lo sviluppo sostenibile.
La foresta sarebbe sfruttata ogni anno entro il suo tasso di riproducibilità.
La ricchezza sarebbe distribuita fra tutti e la foresta non subirebbe
mai un disboscamento (gli alberi ricrescono e sostituiscono quelli tagliati
ogni anno).
I primi "strappi" alla regola
Purtroppo, pure in presenza di regole, ogni persona ha la "tentazione"
di tagliare un pò di più per aumentare il proprio reddito
o profitto. Non è detto che la persona in questione sia cosciente
delle conseguenze del suo agire, anzi reputa il suo "strappo"
talmente minimo e irrilevante da non causare alcun danno. Così sempre
più persone cominciano a tagliare più legna oltre i limiti
sostenibili previsti e il bosco si avvia ad un disboscamento entro pochi
anni.
Gli strappi diventano consuetudine
"Fanno tutti così" è la principale risposta
per giustificare un atto illecito come una casa abusiva, una cintura di
sicurezza non allacciata o un mozzicone di sigaretta gettato dall'automobile.
La somma di questi piccoli strappi causa un danno enorme per tutti
e la montagna verde diventa solo un lontano ricordo (tanto per citare
una vecchia canzone degli anni '60). La degenerazione è conosciuta
come "paradosso dei grandi numeri".
Il danno provocato dal comportamento generale si ritorce contro il benessere
di tutti, nessuno può trarre più profitto dalla vendita
della legna e sia gli abitanti di A sia quelli di B si ritrovano nelle
liste di disoccupazione. La scomparsa del verde causa anche una
peggiore qualità dell'aria e, indirettamente, un incremento delle
malattie respiratorie e della spesa nei farmaci. La povertà
diventa miseria.
Ma in tutto questo agire poche persone si sono arricchite. Sono
proprio coloro che hanno meno rispettato le regole, tagliando il più
possibile certi di non essere mai puniti per averlo fatto. Il lucro gli
ha permesso di accumulare una grande ricchezza sfruttando quel bene comune
di tutti e affrontare pertanto i momenti peggiori.
Le conclusioni del teorema
In conclusione, il rispetto del bene comune è convenienza di tutti.
Chiunque appoggi le persone interessate a distruggere il bene comune
mette una firma sulla propria povertà in futuro. Il bene pubblico
è di tutti, può far lavorare tutti ma, sovente, arricchisce
solo pochi furbi.
Nota: è interessante e paradossale notare come chi cerchi di
sfruttare a proprio vantaggio le risorse comuni in modo non sostenibile,
lo faccia promettendo di portare lavoro per tutti. In realtà
realizza solo il proprio profitto personale, depredando le risorse di
una zona fino a lasciarla in condizioni di miseria e di povertà.
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