"STATE OF FEAR" DI MICHAEL CRICHTON
L'ultimo romanzo di Michael Crichton è un chiaro esempio della
corrente negazionista nei confronti del surriscaldamento climatico.
Il
romanzo colloca dalla parte dei "cattivi" proprio quei movimenti
verdi ed ecologisti, disegnati alla stregua di terroristi pronti a tutto
pur di avvalorare il proprio disegno oscurantista nei confronti della
scienza. La scelta del titolo "State of Fear" («Stato
di paura») è pertanto un buon indicatore del giudizio di
valore dell'autore nei confronti dei problemi ambientali e conferma la
posizione radicalmente antiambientalista di Michael Crichton, già
autore di best seller tra cui "Jurassik Park". Il romanzo narra
le vicende di un gruppo di verdi senza scrupoli, pronti a causare vere
catastrofi naturali al solo scopo di procurare fondi per le proprie casse
associative o per sé stessi. Un mondo ambientalista fatto di legami
mafiosi con media e Hollywoord, un attivismo sociale negativo e antipatriottico.
L'eroe positivo del romanzo di Crichton è invece uno scienziato
hi-tech del Mit che dedicherà sé stesso nel combattere le
congiure criminali degli ambientalisti.
Non sono mancate le critiche al libro di Crichton per un atteggiamento
giudicato troppo provocatorio. Leggendo State of Fear non si può
fare a meno di notare alcune analogie con il mondo reale. L'opera descrive
un punto di vista ben noto negli Usa, quello dell'amministrazione Bush
da sempre contraria a qualsiasi forma di intervento contro l'effetto serra.
Una celebrazione della politica del Business As Usual (fare come se niente
fosse) senza curarsi troppo delle cassandre ambientaliste. Di sicuro il
romanzo godrà di molta pubblicità gratuita proprio per la
sua impostazione provocatoria e politically incorrect.
Il libro può definirsi un anti "The Day after tomorrow",
dove l'ambientalismo rappresenta il male e la tecnologia il bene. E' un
romanzo, un'opera di fantasia, e come tale va rispettato senza prendere
troppo sul serio per le sue eccentriche conclusioni scientifiche e soprattutto
cercare di non farne un utilizzo strumentale in un senso o nell'altro.
In fin dei conti... chi ha letto "The lost word" (Jurassik Park)
non avrà certo pensato che Michael Crichton fosse veramente in
grado di far rivivere dinosauri dal dna di un rospo...
Buona lettura
Nota: per il momento in inglese.
Ecoage 7 marzo 2005
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