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L'Unione Europea risponde con un deciso 'no' alle richieste italiane
per ottenere una deroga sulle normative antismog. Diverse città
italiane, in soli 40 giorni del 2005, hanno già superato i 35 giorni
di inquinamento da polveri sottili previsti come limite massimo dalla
direttiva europea. La direttiva europea obbliga ogni città europea
al rispetto dei 50 microgrammi di polveri sottili PM10. E' concesso il
superamento dei limiti per un periodo non superiore ai 35 giorni in un
intero anno.
Secondo il portavoce del commissario Ue all'ambiente, Stavros Dimas,
l'Italia si è dimostrata negli ultimi anni "un cattivo
allievo in campo ambientale" e la Commissione europea è
pronta a intraprendere tutti i passi necessari compresi quelli legali:
"Se le tendenze attuali continuano, l'Italia violerà la direttiva
che prevede una graduale diminuzione delle emissioni - ha aggiunto la
portavoce - e se questo succederà allora la Commissione è pronta a intraprendere
tutti i passi necessari, compresi quelli legali" (fonte Repubblica.it
12 febbraio 2005).
La situazione eccezionale impone ai sindaci di intervenire con misure
eccezionali come il blocco totale del traffico arrecando forti disagi
alla cittadinanza. In assenza di intervento potrebbero rischiare di essere
chiamati in causa. Legambiente ha presentato alla procura di Venezia e
Treviso una denuncia contro ignoti per l'aumento delle polveri sottili.
Il procuratore capo di Padova ha convocato il sindaco della città
per conoscere i piani di interventi antismog dell'amministrazione comunale.
(fonte Corriere della Sera 11 febbraio 2005).
Rimangono però i dubbi sulla reale efficacia dei blocchi a livello
locale e, pertanto, anche sulla responsabilità dei sindaci sulla
situazione dello smog nei loro comuni. Sempre più spesso viene
ribadita l'assenza di un intervento del Governo italiano con una normativa
quadro antismog. La mancanza di un intervento di coordinamento per combattere
lo smog senza ricadute sulla vita dei cittadini è pertanto il punto
critico della situazione attuale.
Le conseguenze sulla salute delle polveri sottili sono note e non ammettono
deroghe. Colpiscono indifferentemente adulti, bambini e anziani senza
alcuna relazione con il loro stile di vita. Spostare le centraline
per ridurre l'inquinamento rilevato nell'atmosfera è una soluzione
in grado di ridurre la misura del problema ma anche non il grave impatto
delle Pm10 sulla salute dei cittadini.
Non occorre necessariamente essere ecologisti per pretendere la tutela
della salute pubblica. Oggi la cittadinanza sta chiedendo al Governo di
intervenire.
Ecoage 12 febbraio 2005
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