| Le vicende energetiche catturano
sempre più spesso l'attenzione di cittadini e media. La spiegazione
è peraltro molto semplice, il rialzo dei prezzi dell'energia si
trasforma per tutti in una spesa maggiore dal benzinaio o sulla bolletta
dell'elettricità e gas. Se l'attenzione si spiega facilmente, le
cause del problema sono invece molto complesse. Al mondo non esiste ancora
una comune visione sugli scenari energetici futuri, eviteremo pertanto
di citare fantasiosi scenari avveniristici. Preferiamo descrivere con
semplicità la nostra situazione italiana del 2004 prendendo come
riferimento l'ultimo rapporto 2005 dell'Authority per l'energia italiana.
Iniziamo con una domanda, quanta energia consuma l'Italia in un anno?
Considerando l'intera domanda di energia, composta non solo dall'elettricità
ma anche dai carburanti per i trasporti e dall'industria, nel
2004 l'Italia ha consumato 143,4 Mtep.
Come viene soddisfatta la domanda italiana di energia?
A fronte di una domanda di 143,4 Mtep il nostro paese ha offerto nello
stesso anno di riferimento ben 195,5 Mtep.La differenza,
pari a 52 Mtep (1/3 della domanda nazionale di energia)
è composta da consumi e sprechi del settore energetico
italiano. Si tratta di una quota molto importante che lascia
intravedere un grande margine di miglioramento dal lato dell'efficienza
del sistema energia italiano.

E' interessante comprendere quali fonti energetiche sono state utilizzate
nel 2004. Semplifichiamo al massimo riportando una tabella dell'ultimo
rapporto dell'Authority:
| Fonte energia |
Mtep |
Produzione nazionale (di cui) |
| Solidi (carbone ecc.) |
17,1 Mtep |
0,4 Mtep |
| Gas |
66,2 Mtep |
10,7 Mtep |
| Petrolio |
88,0 Mtep |
5,4 Mtep |
| Rinnovabili |
14,1 Mtep |
13,5 Mtep |
| Energia elettrica (quota importata) |
10,0 Mtep |
---- |
| Totale (approssimato per eccesso) |
195,5 Mtep |
30 Mtep |
|
L'Italia importa gran parte delle risorse energetiche primarie.
Ha una capacità di produzione di energia minima, pari
soltanto a 30 Mtep, pertanto deve importare ben 165,5 Mtep di energia
dall'estero, pari al 84,6% della domanda energetica nazionale. La dipendenza
energetica dall'estero è decisamente marcata ma non dissimile da
quella di molti altri paesi occidentali ad economia avanzata. Il fabbisogno
energetico italiano è fortemente dipendente dal petrolio per il
45% e dal gas per il 32%. A differenza di alcuni articoli di giornale,
la dipendenza italiana dal petrolio è marcata soprattutto
nel settore dei trasporti mentre si riscontra marginale nel settore
della produzione dell'energia elettrica.
La produzione italiana di energia elettrica nel 2004
Nel 2004 l'offerta italiana di energia elettrica è stata di 69,3
Mtep. Nella produzione dell'energia elettrica ricopre un ruolo dominante
l'utilizzo del gas all'interno del mix produttivo, circa il 33,4%. Seguono
le energie rinnovabili al 17,9%, le risorse solide e il carbone al 17,2%
ed infine il petrolio al 17%. Pertanto l'Italia produce energia
elettrica dal petrolio per il 17%.
| Fonte energia |
Produzione energia elettrica |
% |
| Gas |
23,1 Mtep |
33,4% |
| Rinnovabili |
12,4 Mtep |
17,9% |
| Solidi (carbone...) |
11,9 Mtep |
17,2% |
| Petrolio |
11,8 Mtep |
17,0% |
| Import energia elettrica |
10,0 Mtep |
14,5% |
| Totale per eccesso |
69,3 Mtep |
100% |
|
L'offerta di energia elettrica di 69,3 Mtep deve considerarsi
come offerta potenziale. Si riduce drasticamente del 63% a causa degli
sprechi e dei consumi del settore energetico nazionale. In breve
per soddisfare la domanda di energia elettrica di 25,2 Mtep l'Italia è
costretta a importare 10 Mtep di energia elettrica dall'estero mentre
ben 44,4 Mtep (pari a 4 volte l'importazione di energia elettrica dall'estero)
sono perduti per le inefficienze strutturali del sistema. Se l'Italia
migliorasse del 15% l'efficienza della propria rete e del proprio sistema
elettrico potrebbe fare a meno di importare 10 Mtep l'anno di energia
elettrica dall'estero.
Ridurre le inefficienze del sistema energia è fondamentale,
ci consentirebbe di raggiungere costi opportunità altrimenti
perduti e spendere meno nella bolletta energetica con l'estero, ma non
risolve però il vero problema strutturale di lungo periodo a cui
l'Italia dovrà saper dare una risposta nei prossimi 20 anni: l'eccessiva
dipendenza dalle fonti di energia fossili.
Come tutti i paesi occidentali anche l'Italia risente degli sbalzi nei
prezzi delle fonti di energia fossili. L'instabile crescita del prezzo
del petrolio ha fatto crescere anche i prezzi di gas e carbone, fonti
energetiche alternative al petrolio, aumentando la spesa per l'import
di energia primaria nei paesi occidentali. La presenza dell'euro forte
ha permesso all'Italia di contenere la crescita della spesa energetica.
Il rincaro del petrolio, atteso e annunciato da parte degli esperti fin
dagli anni '70, riapre la porta alle altre fonti di energia come nucleare
e rinnovabili. Nell'incertezza degli scenari energetici futuri diventa
prioritaria la diversificazione del mix energetico per
ridurre i rischi di eccessiva dipendenza. Può sembrare strano ammetterlo,
come ecologisti, ma il mondo sta cambiando in fretta ed è necessario
tenerne conto. Qualsiasi soluzione strutturale e di lungo periodo dovrà
basarsi sui numeri e sulle scelte praticabili. In gioco c'è il
nostro futuro.
Concludiamo questa breve sintesi pubblicando la tabella dei dati contenuta
nel Rapporto annuale 2005 dell'Authority italiana per l'energia.
Ecoage 18 luglio 2005 |