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SERVIZIO DI REPORT SUI BIOCARBURANTI

La trasmissione Report di Milena Galbanelli, andata on air domenica 13 novembre 2005, ha presentato nella rubrica "Good News" il tema dei biocarburanti. Proveremo a sintetizzare gli elementi chiave del dossier per favorire la sua diffusione.

Iniziamo col pubblicare un dato per poi tornarci alla fine dell'articolo: nel modenese sono state distrutte nel 2004 migliaia di tonnellate di barbabietole da zucchero a causa dell'eccedenza di mercato. In Brasile non sarebbe mai accaduto.

Nel paese sudamericano i biocarburanti prodotti dalla canna da zucchero sono alla base dell'economia nazionale. Li troviamo in tutti i distributori sotto la voce "alcol" (bioetanolo) come sostituto della benzina. Le prime produzioni di biocarburante iniziarono in Brasile negli anni '70 dopo il primo shock petrolifero del 1973 per contenere la dipendenza dal petrolio straniero. Alla fine degli anni '80 il 95% delle automobili andava ad alcol. Poi arrivò con gli anni '90 un lungo periodo di stabilità dei prezzi petroliferi ed i biocarburanti persero di importanza per tornare nuovamente in auge agli inizi del 2000. In conclusione, oggi in Brasile il caro petrolio non è un problema. Il bioetanolo, o alcol, è diventato il carburante-cuscinetto contro le crisi petrolifere internazionali. Nel paese sono prodotti 16 miliardi di litri di alcol ed integrato al 25% con la normale benzina per servire l'intero parco circolante di 15 milioni di automobili.

La tecnologia Flex. Le automobili con tecnologia Flex possono funzionare sia con alcol puro, sia con benzina o con qualsiasi miscela intermedia. Sembra strano ma alla leadership tecnologica del settore troviamo proprio l'industria automobilistica italiana. Avevamo già affrontato questa strana curiosità su Ecoage ad aprile 2005. Anche le altre case costruttrici non sembrano comunque aver sottovalutato il business. Nel servizio di Report si possono vedere altre marche automobilistiche con versioni Flex: Renault, Volkswagen, Chevrolet ecc. Volkswagen produce addirittura il 90% delle auto con tecnologia flex. Ogni anno si producono in Brasile circa 1 milione di autoveicoli con tecnologia flex, il 60% del mercato.

Perché l'alcol è così diffuso? Costa la metà della benzina e non ci sono costi aggiuntivi rispetto a una macchina a benzina. Il prezzo medio dell'alcol è di 40 centesimi di euro, quello della benzina raggiunge invece gli 80 centesimi di euro. Inoltre, chi compra un'automobile Flex potrà sempre scegliere di mettere alcol o benzina. Viene posto l'accento anche sul vantaggio ambientale. Ogni tonnellata di canna da zucchero evita circa 2,6 tonnellate di CO2 in atmosfera in quanto le emissioni sono equivalenti a quella consumata dalla pianta per crescere. Anche quest'ultimo argomento non è nuovo in questo sito web, è stato più volte affrontato su Ecoage.

L'industria alimentare. La produzione della canna da zucchero brasiliana non lascia residui o rifiuti tossici, né tantomeno penalizza l'industria alimentare. Il 60% della canna da zucchero viene destinata a produrre zucchero, il 40% per la produzione di alcol-carburante mentre i residui sono riutilizzati per produrre energia elettrica (residui legnosi) o per fertilizzare i campi (residui organici).

E perché in Europa no? Secondo il Presidente dell'associazione molti paesi al mondo potrebbero diventare produttori di canna da zucchero e di biocarburanti. Il problema non è la produzione ma la domanda, i mercati di sbocco come l'Unione Europea o gli Stati Uniti hanno applicato dazi talmente stratosferici all'importazione dell'alcol da sconsigliare ogni investimento nel settore, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Detto in breve, USA e UE hanno "scelto" di importare petrolio.

Il futuro arriva dall'Asia. I mutamenti geopolitici stanno cambiando la situazione. Nei paesi emergenti asiatici, come Cina e India, la crescita economica oscilla intorno al 9% ogni anno e si guarda con interesse al mercato dei biocarburanti come leva per affrancarsi dall'eccessiva dipendenza petrolifera. Anche il Giappone sembra aver intrapreso la stessa strada, recentemente ha approvato la concessione di sussidi per la realizzazione di centrali elettriche ad alcol.

E le eccedenze agricole in Europa? Ogni anno la Politica agraria comunitaria (PAC) sostiene in Europa la produzione agricola in eccesso come forma di supporto alla redditività agricola. A dispetto di chi oggi rifiuta i biocarburanti perché penalizzerebbero la produzione alimentare, queste eccedenze agricole "reali" non vanno a servire i mercati alimentari, magari del terzo mondo, bensì sono semplicemente distrutte. Così, soltanto nel modenese migliaia di tonnellate di barbabietole da canna da zucchero sono state distrutte.

Il servizio di report conclude: "in Brasile ci prenderebbero per fessi". Come dargli torto?

Fonte:
Report Rai 3 - 13/11/2005


14/11/2005


< Fonti e bibliografia >





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