SCIOPERO GENERALE

Cgil Cisl e Uil hanno indetto per venerdì 25 novembre 2005 lo sciopero generale dei lavoratori. Abbiamo provato a riassumere le ragioni dello sciopero per darne diffusione. Da parte nostra sosteniamo la protesta contro le accise sui carburanti, l'assenza degli ammortizzatori sociali, i tagli agli enti locali e agli incentivi d'impresa, l'assenza del controllo sul caro vita e sui prezzi, le scarse risorse per la ricerca e lo sviluppo economico del paese.
I sindacati dei lavoratori manifestano contro:
1) Una finanziaria dannosa per lavoratori e pensionati e inutile per lo sviluppo.
2) L'indiscriminato utilizzo delle cartolarizzazioni a partire da qelle della vendita delle sedi di uffici e enti pubblici.
3) Le finte coperture che sfasciano la finanza pubblica, peggiorando deficit e debito pubblico e allontanano drammaticamente la ripresa economica e lo sviluppo.
4) Qualsiasi forma di condono nuovo o vecchio, esplicito o mascherato.
5) I tagli a Comuni, Province e Regioni che significano riduzione dei servizi ai cittadini.
6) I tagli alle risorse per le infrastrutture, a partire dal Mezzogiorno.
7) I tagli ai finanziamenti per il Mezzogiorno: tagli di 15 miliardi in 3 anni per cofinanziamento dei progetti europei, tagli agli stanziamenti del fondo per le aree sottosviluppate,
8) Tagli agli incentivi alle imprese.
9) La mancata copertura dei programmi di attuazione dell'agenda di Lisbona, compromettendo così la possibilità di sviluppo e competitività della nostra economia.
10) L'assenza di risorse per gli ammortizzatori sociali.
11) La riduzione di circa 100000 posti di lavoro precari nella pubblica amministrazione.
12) Le mancate coperture per il rinnovo dei contratti pubblici.
13) I tagli alla cooperazione internazionale, in netto contrasto con gli impegni assunti a livello internazionale in materia di aumento dei fondi ad essa destinati.
I sindacati chiedono:
1) Una politica fiscale realmente redistributiva che aumenti la tassazione sulle rendite di natura speculativa sia finanziaria che immobiliare.
2) Una politica delle entrate basata su interventi strutturali e non parziali di lotta all'evazione fiscale, al lavoro sommerso e a tutte le forme di elusione.
3) La restituzione integrale del fiscal drag sottratto a lavoratori e pensionati.
4) Una politica di rafforzamento del potere di acquisto dei salari e pensioni, anche mediante la riduzione del carico fiscale sulle buste paga e la redistribuzione di una quota della ricchezza a favore delle pensioni.
5) La valorizzazione della previdenza complementare non come speculazione per gruppi economico-finanziari ma come fattore di incremento del reddito pensionistico a favore delle nuove generazioni.
6) Una politica di controllo dei prezzi e tariffe anche attraverso una tassazione straordinaria degli utili delle società petrolifere da trasferire in riduzione delle tariffe e delle accise, nonché mediante la predisposizione di strumenti di monitoraggio e contrasto verso aumenti speculativi e ingiustificati.
7) Una politica industriale fondata sui fattori di qualità dello sviluppo che incentivi le imprese, promuova ricerca innovazione e sviluppo.
8) L'incremento delle risorse per il finanziamento degli ammortizzatori sociali, prevedendo anche coperture per l'estensione a settori e imprese escluse dal regime generale e risorse per i lavori socialmente utili.
9) Una nuova centralità economica e produttiva del mezzogiorno, attraverso adeguati finanziamenti ai programmi infrastrutturali e di sviluppo, valorizzando anche interventi basati sulla fiscalità di vantaggio.
10) Una reale attuazione delle priorità previste nell'agenda di Lisbona a partire dalla scuola e dalla formazione quali centrali e indispensabili fattori di sviluppo della dignità e della qualità del lavoro.
11) I rinnovi dei contratti pubblici e la stabilizzazione dell'occupazione precaria.
12) Il rafforzamento e la qualificazione del welfare, vicino alle nuove domande sociali, attraverso l'attuazione, di forti politiche sociali e abitative, finalizzate al contrasto di tutte le forme di povertà e di esclusione sociale.
13) Un incremento del finanziamento del fondo sanitario nazionale onde garantire in maniera concreta e uniforme i LEA su tutto il territorio nazionale.
12) L'adeguato rifinanziamento del fondo per le politiche sociali finalizzato ai livelli essenziali delle prestazioni sociali e per l'istituzione del fondo per i non autosufficienti: in questa direzione, mirata e selettiva, vanno utilizzate le pur scarse risorse del fondo sociale, evitando frammentari e dispersivi interventi di carattere elettoralistico e propagandistico.
www.cgil.it
www.cisl.it
www.uil.it
25/11/2005
< Fonti e bibliografia >