La Russia firma il protocollo di Kyoto
Il governo russo ha finalmente firmato il protocollo di Kyoto.
E' un passo epocale che estende anche a est l'impegno della riduzione
delle emissioni di gas serra (CO2). Il provvedimento adesso passerà
all'esame della Duma prima della ratifica finale.
Il
ministro dell'industria e dell'energia, Viktor Khristenko, ha presentato
il disegno di legge in un clima politico ostile verso il protocollo
di Kyoto. Molti esponenti politici russi ritengono la sottoscrizione del
protocollo un atto lesivo degli interessi economici russi. Il rispetto
del protocollo obbligherà l'adozione di tecnologie meno inquinanti
ma anche più costose per l'emergente economia russa.
Ciò nonostante la sottoscrizione del Protocollo è accettato
come atto dovuto per l'ingresso a pieno titolo nel mercato globale.
La mancata firma in questi anni poneva la Russia in una situazione di
conflitto economico con gli altri paesi del mondo, soprattutto con i paesi
partners dell'Unione Europa.
La Russia
approda a Kyoto firmando pertanto un "atto politico"
di notevole importanza con la consapevolezza di essere più vicina
all'Europa.
La firma del governo di Putin è una chiara risposta a chi considerava
il protocollo di Kyoto un trattato ormai inutile. Una scomoda risposta
alla politica degli Stati Uniti d'America, l'unico grande paese a non
aver ratificato l'accordo di Kyoto.
Ecoage - settembre 2004
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