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In questi giorni si parla di ritorno al nucleare in Italia con crescente
insistenza e frequenza. Soffermiamoci su di un punto fondamentale: dove
sarà costruita la prima centrale nucleare in Italia? Roma? Milano?
Napoli? Bari? Palermo? Aspetto quanto mai scomodo se non scottante per
la classe politica favorevole al nucleare.Se il recente sondaggio ISPO
delinea un 54% degli italiani favorevole al nucleare, un sondaggio risalente
al settembre 2003 rilevava una sostanziale indifferenza verso la questione
scorie in quel di Scanzano Jonico... Al
fine di ricordare una vicenda presto passata nel dimenticatoio, il 13
novembre 2003 un'intera regione italiana bloccò strade e ferrovie, fece
serrate e scioperi continui, manifestò a Roma e ovunque. Non si trattava
affatto di ideologizzati e agguerriti esponenti anti-nuclearisti bensì
di comuni madri di famiglia, padri e figli, disoccupati e imprenditori,
braccianti e operai, impiegati e pensionati, sacerdoti... e persino bambini
delle scuole dell'obbligo. C'era la società civile pronta a fermarsi,
pur di scongiurare quel deposito di scorie radioattive nel comune di Scanzano
Jonico, un luogo finora sconosciuto al resto d'Italia. Una storica manifestazione
vide in strada, sulla ss Jonica, oltre 150.000 persone per una regione
che conta soltanto 600.000 anime. Persino i politici locali di centro-destra
scesero in strada per bloccare "illegalmente" la Salerno-Reggio
Calabria e altre arterie d'accesso alla regione. Lo stesso fecero i politici
locali di sinistra e di ogni colore politico. Notte e giorno per ben due
settimane fin quando il Governo nazionale decise di fare marcia indietro
e togliere Scanzano dal decreto. Chi associa il meridione all'ignoranza
non considera i numerosi lucani, calabresi etc. laureatisi e stabilitisi
in altre regioni d'Italia che ricoprono incarichi dirigenziali e di responsabilità.
C'erano anche questi ultimi (in particolare sul web) a impedire che le
scorie scortate dall'esercito oltrepassassero le barricate lucane. Dove
sarà la prossima Scanzano?

Se le nuove centrali fossero localizzate al nord Italia la reazione popolare
non potrà mai essere prevedibile, come non fu prevedibile quella di Scanzano.
Si pensi a Caorso (Piacenza) dove da anni si chiede la dismissione dell'ex
centrale nucleare degli anni '80. Occorrono indicazioni realistiche
e quanto mai precise, certe. Dove sarà costruita la prossima centrale
nucleare? In 10 anni cambiano due legislature e a decidere è sempre
l'elettorato... non i politici presumibilmente eletti per rappresentare
la volontà popolare. Chi sarà così folle da mettersi ancora una volta
contro le masse popolari?
Scanzano accadde nel 2003, potrebbe accadere un'altra Scanzano e accadrà
ancora di fronte a una nuova decisione impositiva che scavalchi ogni
basilare principio democratico delle comunità locali e, lo si permetta,
di buon senso.
Andrea Minini
ex responsabile www.noalnucleareinbasilicata.com
sito principale della protesta di Scanzano Jonico nel 2003
Ecoage - 19 maggio 2004
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