|
FINANZIARIA 2005: RINCARO BOLLETTE IN VISTA ?
Torniamo a parlare di scorie radioattive e di sicurezza in vista del
probabile taglio in Finanziaria 2005 sui fondi pubblici destinati alla
società a cui è affidata la messa in sicurezza delle scorie
in Italia. Secondo l'Authority per l'Energia il taglio della spesa previsto
nella Finanziaria potrebbe aumentare le bollette elettriche degli italiani.
(fonte RaiNews
11/12/2004)
In particolare si fa riferimento al taglio di 100 milioni di euro
l'anno sul fondo finanziato dagli utenti destinato alla copertura costi
della Sogin, la società pubblica a cui è affidata la messa
in sicurezza delle scorie radioattive e dello smantellamento delle centrali
nucleari italiane (detto anche decommissioning).
L'Authority per l'Energia sottolinea come le risorse economiche della
Sogin derivino da due fondi istituiti dall'Enel e alimentati con un prelievo
sulle tariffe e con finanziamenti pubblici del governo. Questi fondi sono
finalizzati allo smantellamento degli impianti e al trattamento del combustibile
nucleare. Secondo l'Authority, un taglio degli oneri governativi nel fondo
potrebbe comportare una riduzione generale delle attività Sogin.
Alcune attività della Sogin, come la messa in sicurezza delle scorie,
non possono essere ridimensionate per ovvie ragioni e tantomeno sospese,
sarebbe pertanto necessario un aggravio degli oneri generali di sistema
con conseguente aumento delle tariffe dell'energia elettrica. (fonte Repubblica)
L'allarme lanciato dall'Authority trova la pronta risposta del sottosegretario
all'Economia, Giuseppe Vegas, che segue per il governo l'iter della Finanziaria
in Parlamento. Secondo Vegas non esiste alcun rischio di aumento nelle
bollette elettriche:
"non è vero che c'è un rischio di aumento delle
bollette elettriche, come affermato dall'Autorità per l'Energia.
I tagli non esistono. La questione è che la Sogin, la società
che cura la sicurezza e il decommissioning delle vecchie centrali nucleari,
riscuoteva una lira e venti per ogni kilowattora e serviva appunto per
il decommissioning. La Finanziaria prevede che, anzichè incassare
la Sogin l'intera somma, una parte venga presa e statalizzata e il resto
vada alla Sogin. Tanto adesso il decommissioning non lo sta facendo.
Magari quando lo farà la quota statalizzata le verrà restituita"
(fonte Repubblica
11/12/2004)
A un anno di distanza dalla protesta di Scanzano Jonico che ha visto
mobilitare le regioni del meridione contro il deposito geologico di scorie
radioattive si torna a parlare di scorie. Dalle affermazioni dell'una
o dell'altra parte non si comprende bene la reale situazione italiana.
In particolare, quello che non è chiara è l'emergenza
scorie. L'anno scorso quell'emergenza era tale da giustificare un
decreto d'urgenza poche ore dopo la strage di Nassyria e la riconferma
di un commissario con poteri straordinari in deroga alle normative vigenti.
Oggi il taglio in Finanziaria sui fondi pubblici del decommissioning lascia
quantomeno perplessi i cittadini costretti a vivere vicino alle ex centrali
nucleari o nei pressi dei 350 depositi di scorie sparsi nel territorio
italiano.
Ecoage - 13 dicembre 2004
|