Estrapoliamo da www.beppegrillo.it e diffondiamo tanti buoni motivi per evitare che il futuro della gestione dei rifiuti in Italia sia affidato in esclusiva agli impianti di termovalorizzazione. L’incenerimento dei rifiuti trasforma gli stessi in nanoparticelle tossiche e diossine. Per incenerire servono sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti. Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi, 300 kg di ceneri solide e altre sostanze. Tali ceneri vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, che è estremamente più pericolosa delle vecchie discariche. I fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene e 25 kg di gesso. L’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare. Le micropolveri derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti.
Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici. In Italia gli inceneritori sono già 51 ed è' stato riscontrato l’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo.
Ma quali le alternative? Riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale, riciclaggio del differenziato. La parte non riciclabile può essere trattata a freddo con in impianti di bioessicazione. Si aggiunga che il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato e il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare. La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione, Una quantità inferiore o equivalente agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici, con minori spese di gestione e minori impatti ambientali sanitari. Se nel settore dei rifiuti ci fosse una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l’incenerimento sarebbe superato.
AUTOMOBILI Mobilità sostenibile
Parliamo di diesel ecologici, di automobili ibride,
di automobili a benzina con basse emissioni di
CO2, di GPL. Nell'attesa dell'idrogeno le automobili
ecologiche sono quindi già sui nostri listini.
Approfondimento Riciclaggio e raccolta differenziata
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