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Riciclaggio

Facciamo il punto della situazione sul riciclaggio dei rifiuti. Il problema della gestione dei rifiuti è diventato di rilevanza nazionale, sotto gli occhi dei cittadini. La crescita dei consumi e l'urbanizzazione degli ultimi decenni hanno da un lato aumentato la "produzione" dei rifiuti e dall'altro ridotto le zone disabitate in cui trattare o depositare i rifiuti. Una situazione d'emergenza in cui si alimenta anche il traffico e lo smaltimento illegale dei rifiuti. La società moderna oggi si trova costretta gestire una grande quantità di rifiuti in spazi sempre più limitati e, come ben sappiamo dalla prima legge della termodinamica "nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma".

Le soluzioni per la gestione dei rifiuti sono essenzialmente di tre tipi:

  • discariche
  • incenerimento o termovalorizzazione
  • riciclaggio

L'uso delle discariche rimanda al futuro il problema e non si presta come unica soluzione permanente, inoltre, rischia di creare grandi concentrazioni di rifiuti tossici con inevitabili conseguenze sull'ambiente e la salute pubblica. I termovalorizzatori, invece, basano il loro funzionamento sull'incenerimento dei rifiuti sfruttando la combustione così ottenuta per produrre energia elettrica. Le emissioni di diossine, seppure in minime quantità, e la gestione delle scorie in depositi permanenti producono, però, forti tensioni sociali con le comunità residenti nei pressi di un termovalorizzatore.

Esiste una terza via? E' il sistema di riciclaggio. Una strada sicuramente più complessa della logica di smaltimento in discarica o negli inceneritori. Si deve comunque premettere che il sistema del riciclaggio "non" esclude la presenza delle discariche o dei termovalorizzatori bensì ne limita il loro ricorso. Si parla di "sistema" di riciclaggio perché questo approccio deve necessariamente operare sull'intero processo produttivo e non soltanto sulla fase finale di smaltimento dei rifiuti:

  1. L'uso dei materiali biodegradabili per la produzione dei beni facilitano lo smaltimento "naturale" della materia nel momento in cui il prodotto si trasforma in rifiuto.
  2. L'uso di materiali riciclabili come il vetro, i metalli o i polimeri naturali permette un riutilizzo della materia nel ciclo produttivo.
  3. Per facilitare il riciclaggio dei materiali è fondamentale la "raccolta differenziata" dei rifiuti. In questo modo la separazione dei materiali riduce i costi di ritrattamento. Per realizzare una raccolta differenziata efficace è di grande importanza il processo di differenziazione attuato dai singoli utenti.

Il riciclaggio apre un nuovo mercato in cui nuove piccole e medie imprese "recuperano" i materiali riciclabili per rivenderli come materia prima o semilavorati alle imprese produttrici dei beni. Un mercato che si traduce pertanto in nuova occupazione.

Eliminati i materiali riciclabili (vetro, metalli, carta) la parte restante dei rifiuti viene separata in base al grado di umidità. Una parte dei rifiuti può essere utilizzata per estrarre gas, liquidi e combustibili solidi per un riutilizzo come compost fertilizzante o come materia prima per determinati cicli produttivi industriali (es. bioetanolo). Al termine del processo di selezione il residuo "a secco" dei rifiuti è l'ideale per trasformarsi in combustibile per la termovalorizzazione e la cogenerazione. Questo tipo di combustibile da rifiuti è chiamato CDR (Combustibili Da Rifiuti). La parte dei rifiuti "a secco" non adatta alla combustione viene standardizzata per dimensioni e destinata, inevitabilmente, alla discarica.

Il processo di incenerimento trasforma la materia in calore per produrre energia elettrica ed un residuo di scorie altamente tossiche ma di dimensioni contenute da destinare in speciali discariche. Come sappiamo un grande handicap dei termovalorizzatori è l'immissione in atmosfera di diossina a causa della combustione delle sostanze plastiche. I filtri non riescono ad abbattere completamente queste sostanze tossiche creando preoccupazione nelle comunità di cittadini.

Il caso della plastica

La plastica non può essere riciclata, o meglio, il costo per riciclarla è molto superiore al costo di produzione della nuova plastica. Un circolo vizioso da cui è difficile uscirne. Nel "sistema a riciclaggio", però, le sostanze plastiche sono sostituite a valle con le bioplastiche. Questi nuovi materiali hanno il vantaggio di non emanare diossine durante la combustione, oltre ad essere più biodegradabili alla normale azione degli agenti naturali.

La grande discussione a favore o contro i termovalorizzatori o le discariche trova, pertanto, una sua soluzione volgendo uno sguardo più sistemico al problema. D'altronde, si sa, le soluzioni troppo semplici quasi mai si rivelano anche giuste in un mondo complesso come il nostro.

Ecoage 7 gennaio 2005


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