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Il referendum 2005 sulla procreazione assistita giunge al suo termine
senza aver raggiunto il quorum del 50+1: hanno votato soltanto il 25,9%
degli elettori. Un risultato profondamente deludente per gli stessi
organizzatori che reputano il mancato responso delle urne una sconfitta
su tutta la linea.
Da domani inizieranno le consuete analisi politico-sociologiche sul
voto. Si parlerà della crescente indifferenza degli elettori
italiani sui temi referendari, della difficoltà nel comprendere
un argomento come la quello della procreazione assistita che colpisce
soltanto poche migliaia di coppie, della naturale passività politica
e non mancheranno i puntuali calcoli politici all'interno degli schieramenti.
Le elezioni politiche si avvicinano e saranno in pochi a prendere posizioni
nette, anche soltanto per commentare il risultato referendario.
Oggi è difficile distinguere l'astensionismo fisiologico da quello
motivato dal fronte del 'No'. E' però possibile avanzare qualche
ipotesi. Dal 2000 ad oggi nessun referendum ha mai raggiunto il quorum
e l'astensionismo medio è sempre oscillato intorno al 70%. Non
è da escludere che se pure il fronte del 'no' fosse andato alle
urne non si sarebbe comunque raggiunto il quorum. Pertanto il referendum
si è concluso con la sconfitta soprattutto di chi crede nella partecipazione
attiva e responsabile dei cittadini alle problematiche sociali del nostro
paese. L'istituto referendario per assolvere appieno alla sua preziosa
funzione democratica andrebbe riformato sul tetto del quorum (abolire
il quorum elevando il numero di firme per proporre un quesito referendario
o adeguarlo all'affluenza registrata nella immediatamente precedente tornata
elettorale), prima che qualcuno induca a considerarlo inutile.
In vista delle annunciate bufere politiche all'interno dei partiti,
va riconosciuto il coraggio di quei politici, come Gianfranco Fini, Piero
Fassino o il ministro Prestigiacomo, che hanno scelto di manifestare apertamente
la propria opinione e di agire secondo propria coscienza e senza alcuna
convenienza politica di parte o ottuso spirito gregario di partito. Molti
altri hanno agito secondo coscienza, proprio come la riflessione sui quesiti
avrebbe richiesto.
Fuori quorum anche la Sardegna, dove i cittadini sono stati chiamati
a esprimersi anche su un quinto quesito referendario contro l'importazione
delle scorie. Si sono recati alle urne soltanto il 27,1% degli aventi
diritto (dati ministero degli Interni) disattendendo chi auspicava una
partecipazione di massa soprattutto in margine alla delicata questione
dell'importazione di scorie tossiche o radioattive nell'isola.
Ecoage 14 giugno 2005
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