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Il 12 e 13 giugno l'Italia si ferma per votare i referendum sulla
procreazione assistita. I quesiti referendari hanno lo scopo di abolire
parzialmente la recente legge 40 approvata lo scorso anno dal Parlamento
e immediatamente contestata da parte della società civile. Secondo
i Comitati per il SI questa Legge è considerata fortemente lesiva
dei diritti individuali e delle libertà personali delle coppie
sterili, penalizzante per la donna e di ostacolo alla ricerca terapeutica
contro le malattie genetiche. Molti dei divieti introdotti dalla legge
40 non esistono negli altri stati europei, si prevede pertanto un massiccio
pellegrinaggio delle coppie sterili benestanti verso le cliniche estere
per ottenere quei trattamenti vietati in Italia. Secondo i Comitati per
il NO, invece, la legge 40 è giusta poiché tutela la vita
come principio fin dalle prime fasi embrionali ed equipara i diritti dellembrione
a quelli della donna. Un aspetto che, secondo alcuni osservatori, apre
politicamente anche all'abolizione dellaborto in Italia.
In breve, che interessi o meno il tema della procreazione assistita,
i referendum del 12 e 13 giugno vanno ben oltre i loro quesiti letterali.
Si estendono anche ai diritti e alle libertà conquistate finora
dalla società civile.
I quesiti referendari del 12 e 13 giugno 2005 sono quattro.
- Il primo quesito chiede di rimuovere i limiti alla ricerca
clinica e sperimentale sugli embrioni, consentendo la clonazione delle
cellule staminali a scopo terapeutico per aiutare i malati con patologie
genetiche. La Legge 40, di recente approvazione, ha vietato questo pratiche
terapeutiche. Se vincerà il SI saranno abrogati gli articoli
della Legge 40 e rimossi i limiti per la ricerca terapeutica.
- Il secondo quesito chiede di abrogare i limiti imposti dalla
Legge 40 in base ai quali la donna può impiantare contemporaneamente
soltanto entro il massimo di tre embrioni. La legge 40 prevede anche
l'obbligo di trasferimento in utero degli embrioni senza aver prima
accertato la sanità dell'embrione, ossia senza il preventivo
controllo che gli embrioni siano sani. La legge vieta anche l'aborto
in caso di gravidanze plurime. Se vincerà il SI tutti questi
limiti e divieti saranno rimossi.
- Il terzo quesito è di natura etica e morale. La legge
40 equipara i diritti dell'embrione a quelli di una persona vivente.
Se vincerà il SI i diritti della persona vivente, in particolare
quelli della donna, torneranno ad essere considerati superiori. E' questo
il quesito che, secondo gli osservatori, potrebbe aprire verso una futura
abolizione dell'aborto in Italia.
- Il quarto quesito chiede di abrogare il divieto di ricorrere
alla donazione esterna per risolvere problemi di sterilità di
coppia. La Legge 40 ha vietato del tutto il ricorso a ovuli o semi di
persone esterne alla coppia. Se vince il SI sarà rimosso il divieto.
Comunque la si pensi sui quesiti referendari, si ritiene scorretto che
eminenti rappresentanti delle istituzioni o della società sfruttino
la propria notorietà per invitare i cittadini a non manifestare
il proprio diritto di voto, all'astenersi dal votare, senza nemmeno chiarirne
le motivazioni. Votare non è un diritto-dovere di tutti i cittadini
sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana?
Ognuno si informi come meglio può e decida con la sua testa.
La libertà di scelta individuale è un principio fondamentale
per ogni società moderna e democratica, come quella di astenersi,
certo. L'astensione referendaria, tuttavia, non ha lo stesso peso dell'astensione
a elezioni politiche. Si ricordi che il referendum cade se non si raggiunge
il quorum e l'astensione non giova alla responsabilizzazione di
un popolo chiamato ad esprimersi su tematiche che coinvolgono moralmente
ed eticamente tutti, indiscriminatamente.
Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori della Dichiarazione d'Indipendenza
degli Stati Uniti d'America, disse "chi è pronto a rinunciare
alle proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea
sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza".
Si tenga a mente tale messaggio, in un momento in cui tutti sembrano
voler decidere sulla vita degli altri, prendendo come principio la difesa
stessa della vita dell'embrione (come l'embrione anche un virus letale
è vita!) e scordandosi dei morti in Iraq (persone, non embrioni...)
provocati da una guerra ingiusta il cui unico scopo è di garantire
il petrolio per le nostre automobili.
Che sia l'imposizione di una centrale nucleare vicino casa o il divieto
alla procreazione assistita o la violazione della privacy in nome della
sicurezza o altro ancora... poco importa.
Ecoage a votare ci andrà.
La libertà di scelta esiste per tutti, oppure non esiste per
nessuno.
Per approfondimenti sull'argomento:
Dossier
di Repubblica sui referendum
I referendum
in Italia
Ecoage - 7 giugno 2005
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