Nessuno comprese l'arrivo della fine
Il disastro di Rapa Nui non avvenne in un solo momento ma lentamente
ed in modo subdolo. Le carenze alimentari, i primi conflitti miltari
per il controllo delle risorse, la distruzione dei primi Moai avversari,
la deforestazione ed il cambiamento climatico, tutti questi eventi accaddero
gradualmente senza che le persone si potessero rendere conto. L'equilibrio
ecologico è infatti un meccanismo complesso e poco lineare. I suoi
effetti appaiono solo quando è troppo tardi per rimediare.
Se pure qualche persona si fosse resa conto del problema, quale politico
dell'isola gli avrebbe prestato ascolto? Il potere nell'isola di Pasqua
era gestito dai capi, dai funzionari e dai sacerdoti costantemente in
lotta tra loro per la leadership politica.
A chi poteva interessare un problema che in futuro avrebbe forse, e chissà,
potuto sterminare le generazioni future dell'isola?
Allo stesso modo non interessava ai pescatori ed agli allevatori di polli,
o a quegli artigiani sempre pieni di lavoro per costruire nuove sculture
Moai di nessuna utilità se non per celebrare il prestigio del capo
del momento.
Il legno era il settore strategico dell'isola. Consentiva il trasporto
dei Moai e la costruzione di nuove imbarcazioni per la pesca in alto mare.
Il disboscamento era gestito secondo una logica di profitto e di prestigio
personale dei capi. La ricerca maniacale del prestigio si nota anche
con l'ossessiva costruzione di nuovi Moai per molti secoli e anche durante
la fase di decadenza. Sono stati ritrovati persino 400 Moai abbandonati
prima di essere ultimati. Alcuni di questi superavano i 20 metri di altezza.
Il disboscamento dell'isola fu perpetuato in modo inconsapevole. Forse
persino l'ultimo albero di palma fu tagliato senza sapere che fosse l'ultimo
dell'isola. L'azione della pioggia fece il resto aumentando l'erosione
dei terreni che da verdi ed umidi si trasformarono in brulli ed inospitali.
Quando il 5 aprile 1722 l'esploratore olandese Jacob Roggeveen scoprì
l'isola trovò solo una terra arida con pochi abitanti sparsi e
divisi nell'isola.
Nel 1800 l'isola era ormai ridotta a poche centinaia di persone che nulla
avevano a vedere con il loro glorioso passato ormai perso nelle tenebre
dei ricordi.
I Moai distrutti ed interrati acquisirono quell'ombra di mistero che
li avvolse fino ai giorni nostri. Nemmeno gli indigeni isolani conoscevano
più i motivi e le ragioni per cui furono costruiti.
Le terre che un tempo erano rigogliose di alberi di palma e di fitta
vegetazione verde hanno assunto il colore marrone della roccia erosa e
dei terreni inospitali e brulli.
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