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Raccolta differenziata dei prodotti elettronici

Nel maggio 2005 il governo annunciò l'imminente arrivo di una campana per la raccolta differenziata della spazzatura elettronica (tv, dvd, videoregistratori ecc.) e una nuova normativa per il "vuoto a rendere" elettronico. Il compito di vigilare sulla corretta applicazione della normativa veniva affidata a un Istituito Comitato di Vigilanza, a cui spettava anche il compito di redigere un Registro Nazionale. Sono passati tre anni. Cosa è stato effettivamente fatto da allora? Chiediamo ai nostri lettori di segnalarci l'effettiva presenza delle campane sul proprio territorio comunale. In attesa delle vostre risposte pubblichiamo il comunicato stampa del Ministero dell'Ambiente datato 13 maggio 2005 in cui si annunciava l'epocale decisione.

Comunicato del Ministero dell'Ambiente del 2005

Roma, 13 maggio 2005. Nasce la "campana" per raccogliere la spazzatura elettronica: vecchi elettrodomestici, computer, telefoni, fax apparecchi radio, tv, videoregistratori, tubi al neon e persino trenini elettrici e videogiochi, insomma tutta la massa di rifiuti elettrici ed elettronici che sono diventati sempre più numerosi nelle case degli italiani. E' stato infatti approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri (dovrà ora passare al vaglio della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni parlamentari) il decreto legislativo che recepisce tre direttive comunitarie (2002/95/CE, 2002/96/CE, 2003/108/CE) sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e sulle restrizioni d'uso in queste apparecchiature di determinate sostanza pericolose. Sei le finalità principali del provvedimento: prevenire la produzione di rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche; garantire la realizzazione di un sistema di raccolta differenziata, recupero e riciclaggio di questi rifiuti; favorire la progettazione di nuove apparecchiature che facilitino il riuso, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti da esse prodotte; vietare l'utilizzo di sostanze pericolose come mercurio, piombo, cadmio, cromo, Pbb ecc; realizzare sistemi di trattamento, recupero e smaltimento finale di questi rifiuti finanziati essenzialmente dai produttori delle apparecchiature; marchiare tutte le apparecchiature con un simbolo che indichi ai cittadini la necessità della raccolta differenziata. "Il provvedimento - ha dichiarato il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, Altero Matteoli - si è reso necessario a causa del notevole incremento della quantità di rifiuti elettrici ed elettronici registrato in questi anni. Per evitare uno smaltimento scorretto che avrebbe potuto mettere a rischio l'ambiente e la salute dei cittadini si sono varate norme chiare e rigorose che armonizzano l'intero ciclo di gestione di questi rifiuti favorendone il riciclaggio ed il recupero". L'obiettivo di raccolta differenziata della spazzatura elettronica proveniente dai nuclei familiari dovrà essere pari a Kg 4 l'anno entro il 31 dicembre 2006. Inoltre vale anche per questi rifiuti il principio del "vuoto a rendere", i distributori al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura destinata ad un nucleo domestico devono infatti assicurare il ritiro gratuito di quella vecchia. Il finanziamento delle operazioni di trasporto, trattamento, recupero e smaltimento finale della spazzatura elettronica è a carico dei produttori. Per garantire il corretto funzionamento, sia dal punto di vista finanziario che organizzativo, dei sistemi di gestione e smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici, il decreto prevede l'istituzione, presso il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, di un Comitato di vigilanza e di controllo e l'istituzione di un Registro nazionale dei soggetti obbligati allo smaltimento di questo titpo di rifiuti. Per chi non ottempera alla disposizione del decreto sono previste sanzioni "salate" fino a 100.000 euro.

20080709


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