Protocollo di Kyoto diventa operativo
La ratifica del protocollo di Kyoto da parte della Russia rende finalmente
operativo l'accordo firmato nel 1997 da 160 paesi nell'ormai famosa omonima
città giapponese.
Nel protocollo i paesi si impegnano ad avviare politiche comuni sui cambiamenti
climatici per fermare il continuo surriscaldamento del pianeta causato
dall'effetto serra.
L'accordo di Kyoto diventa operativo nel momento in cui fosse ratificato
da almeno un numero di paesi tale da coprire il 55% della produzione mondiale
di anidride carbonica. Con la firma della Russia questa quota viene abbondantemente
superata.
Il rifiuto degli USA nel 2001
Il rifiuto degli Usa nel 2001 di sottoscriverlo pose il trattato in una
situazione di limbo poiché non si superava complessivamente la
quota del 55% di CO2 prodotta dai paesi firmatari. Un rifiuto importante,
basti pensare che gli Usa coprono il 36,1% del totale CO2 prodotte globalmente,
e nonostante ben 125 paesi su 160 l'avessero già sottoscritto,
il protocollo sembrava essere destinato a diventare uno dei tanti esercizi
di teoria nel complesso scenario dell'inquinamento globale.
Oggi, con la firma della Russia, questo limite minimo è stato superato
raggiungendo il 61,6%. Il protocollo di Kyoto diventa operativo.
Cosa cambia adesso?
I paesi sottoscrittori dovranno rispettare gli obiettivi di riduzione
media delle emissioni inquinanti e gas serra. Entro il 2008-2012 l'Unione
Europea dovrà ridurre le emissioni del -8% rispetto alla quantità
rilevata nel 1990, gli Usa dovranno ridurle del -7% e il Giappone del
-6%.
Il mancato raggiugimento degli obiettivi prevede forti sanzioni economiche
a carico dei paesi.
Il ritardo dell'Italia
In questo contesto l'Italia si pone purtroppo in forte ritardo. Il
nostro paese dovrà ridurre del -6,5% le emissioni di gas serra
ma, attualmente, siamo molto lontani dall'obiettivo. Le emissioni lorde
dei gas "clima alteranti" sono crescite in Italia del +7,3%
rispetto alle quantità registrate nel 1990.
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