| Nel nord-est della
Francia è scoppiata una protesta simile a quella di Scanzano Jonico
del 2003. Il comune francese di Bure è stato inserito,
suo malgrado, nella lista dei siti destinati ad ospitare il deposito unico
di scorie radioattive in Francia. La notizia è stata pubblicata
su "La Nuova Ecologia". La decisione ufficiale non è
stata ancora presa, ribadiscono dal governo centrale. D'altro canto, osservano
i cittadini, nella lista in questione non esistono altre ipotesi oltre
Bure pertanto i giochi sembrerebbero già fatti.
Le scorie radioattive rappresentano da sempre il tallone di achille dell'energia
nucleare. Un vero incubo per chi vorrebbe il rilancio del nucleare in
Italia. Nel 2003 in Basilicata un'intera regione, cittadini e amministratori
compresi, ha bloccato strade, ferrovie e ogni via di accesso pur di impedire
l'arrivo delle scorie radioattive.
Gli abitanti di Bure sembrano voler ripercorrere la strada tracciata
da Scanzano. In pochi giorni oltre ventimila cittadini hanno già
sottoscritto una richiesta di referendum regionale e lo stesso sta accadendo
nei comuni limitrofi.
Il progetto prevede la costruzione del deposito francese entro il 2015
da realizzarsi a 450 metri di profondità. Avrà una capacità
di stoccaggio di almeno 80mila metri cubi, simile a quella ipotizzata
in Italia per il deposito di Scanzano. L'area argillosa di Bure sarebbe
stata ritenuta idonea dai tecnici per ospitare la discarica sotterranea.
I fusti radioattivi resteranno stoccati nel deposito per migliaia di anni.
Il problema resta aperto ed è di difficile soluzione. Tutti vogliono
l'energia elettrica dal nucleare ma nessuno è disposto ad accettare
la localizzazione delle pattumiere radioattive sul proprio territorio.
In fin dei conti... è anche comprensibile. Chi vuole abitare sopra
un cimitero di scorie radioattive alzi la mano.
Ecoage 15 giugno 2005
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