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Fonti rinnovabili, fabbisogno energetico e obiettivi di Kyoto. Ecco
le proposte di Legambiente per il rilancio delle rinnovabili in Italia
e i numeri e le storie delle fonti pulite. Rivedere il sistema degli
incentivi, approvare al più presto i provvedimenti del decreto che recepisce
la direttiva Ue sulla promozione delle fonti rinnovabili, introdurre il
“conto energia” per la produzione di energia pulita, costruire
un modello di generazione distribuita sono alcune delle proposte
di Legambiente presentate oggi a Pisa, a Rinnova, gli stati generali delle
fonti rinnovabili, una due giorni di studio e dibattito sulle energie
pulite organizzata da Enel, Legambiente, Kyoto Club e i Giovani Imprenditori
di Confindustria, con la collaborazione della Regione Toscana, della Provincia,
del Comune e dell’Università di Pisa.
“Il nostro paese continua a inseguire, con difficoltà, il passo della
crescita dei consumi e fatica a seguire il passo dello sviluppo mondiale
nell’impiego delle fonti energetiche rinnovabili – ha dichiarato Francesco
Ferrante, direttore generale di Legambiente -. Eppure puntare sulle
fonti rinnovabili come il solare e l’eolico, per le quali le prospettive
di crescita sono più consistenti e il cui ruolo è più significativo per
ridurre la dipendenza dal petrolio e le emissioni climalteranti, è una
direzione di marcia che conviene in termini economici e ambientali, ma
anche in termini di nuova occupazione e di modernizzazione del Paese.
Raddoppiare il contributo delle fonti rinnovabili alla bilancia energetica
italiana, all’interno di una prospettiva di riduzione dei consumi termici
e elettrici del 20% è, secondo Legambiente, l’obiettivo a dieci anni.
Germania e Spagna già oggi dimostrano che le rinnovabili sono vantaggiose
da tutti i punti di vista”.
Ecco allora le proposte di Legambiente: Approvare al più presto i
provvedimenti previsti dal decreto legislativo 387 del 29/12/2003 con
cui è stata recepita la direttiva europea sulla promozione delle fonti
rinnovabili (2001/77), che scontano già ritardi di diversi mesi e
che dovevano servire ad articolare e chiarire gli obiettivi che riguardano
le fonti rinnovabili: definendo le regole e le tariffe per l’elettricità
prodotta attraverso impianti solari fotovoltaici; stabilendo le regole
per gli impianti rinnovabili di potenza inferiore a 20 kW nella direzione
della generazione diffusa; approvando le linee guida per l’approvazione
dei progetti di impianti da fonti rinnovabili, in modo da costruire procedure
trasparenti, semplici, efficaci.
Rivedere il sistema degli incentivi per realizzare almeno l’obiettivo
minimo del 2% da fonti rinnovabili attraverso il meccanismo dei Certificati
Verdi.
Togliere la parte non biodegradabile dei rifiuti tra le fonti rinnovabili
ammesse a beneficiare degli incentivi. Per Legambiente, occorre fissare
obiettivi ambiziosi che riguardino la produzione e il ruolo nella bilancia
energetica italiana ma parallelamente intervenire su tutti i motivi che
oggi impediscono lo sviluppo del settore. E’ quindi necessario: introdurre
il “conto energia” per la produzione di energia da fonti rinnovabili,
ossia un meccanismo che permetta di incentivare piccoli e grandi produttori
di calore e elettricità da fonti rinnovabili in rete attraverso tariffe
di acquisto trasparenti e vantaggiose, che vada a sostituire il sistema
dei Certificati Verdi e i residui del CIP6 che premiano le “finte rinnovabili”.
Creare le condizioni per lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel territorio
italiano, rivedendo le regole insieme alle Regioni e semplificando le
procedure. Puntare sulle fonti rinnovabili per produrre nuova
occupazione in un settore industriale innovativo, ad alto contenuto
di ricerca e di posti di lavoro. Costruire un modello di generazione distribuita,
investendo nella rete di distribuzione elettrica per permettere a cittadini
e imprese di produrre e interscambiare energia pulita, chiudendo le vecchie
centrali e evitando la costruzione dei grandi elettrodotti.
Approfondimenti:
Dati sulle rinnovabili presentato
da Legambiente
Legambiente - 16/06/2005 13:20
L’ufficio stampa 06 86268399
Ecoage 16 giugno 2005
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