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Elaborazione Legambiente per Rinnova, Gi stati generali delle rinnovabili
- Pisa, 15-16 giugno 2005. Lenergia del futuro: secondo lInternational
Energy Agency le fonti rinnovabili possono arrivare a soddisfare il
20% della domanda di elettricità mondiale entro il 2020,
e il 50% di energia primaria entro il 2050.
Lacqua. La potenza idroelettrica installata nel mondo e'pari
a 750 Gw con una produzione annua di 2.600 Twh. Secondo il Consiglio mondiale
dell'energia, la capacità totale tecnicamente utilizzabile e' pari
a circa 16mila Twh ed è quindi utilizzata a livello globale per
il 16%.
La terra. Quanto alla geotermia, la potenza elettrica totale
installata a fine 2002 era di 8.200 Mw, con gli Stati Uniti in testa.
Il potenziale geotermico mondiale per produzione di energia elettrica
è stimato da 35.000 a 73.000 Mw. (Legambiente su dati Consiglio
mondiale dell'energia)
Il vento. Al 2002 la potenza installata mondiale ammontava a 32.000
Mw.
Il sole. A fine 2002 la potenza totale installata di impianti
fotovoltaici era pari a circa 1.500 Mw. Il Consiglio mondiale dell'energia
stima che la radiazione totale che ogni anno raggiunge la terra e la sua
atmosfera è di oltre 6mila volte i consumi totali di energia primaria
da parte dell'umanità.
LUe sponsor delle rinnovabili. La promozione delle fonti
energetiche rinnovabili è da tempo una delle priorità della
politica dellUnione Europea. LUnione, nel Libro Bianco
del 1997, ha fissato i propri obiettivi di sviluppo delle fonti energetiche
rinnovabili: raggiungere un contributo al fabbisogno energetico dellUnione
pari al 12%, entro il 2010, e del 22% nella produzione di energia
elettrica (25% per lItalia).
LItalia distratta. LItalia è rimasta ai margini.
Considerando la produzione energetica complessiva, le rinnovabili in Italia
tra il 1990 e il 2002 sono passate dal 7,7% all8,7%. Ma in realtà
la quota di rinnovabili vere e proprie (escludendo il grande idroelettrico
e i rifiuti, sulla cui definizione di rinnovabilità
si è scagliata contro anche lUE) è ferma al 4,6%.
Eppure il Libro Bianco per la valorizzazione energetica delle fonti
rinnovabili approvato con la Delibera CIPE 126/99, individuava per
ciascuna fonte gli obiettivi di diffusione al 2008-2012. Per leolico
lobiettivo da raggiungere è 2.500 MWe, più del doppio
dellattuale dotazione. Per le biomasse il target è 2.300
MWe (contro i 225 registrati al 2003). Per il solare termico il Cipe stabiliva
che lItalia avrebbe dovuto raggiungere i 3 milioni di mq: molto
lontani dai poco più degli attuali 400mila (2003, Legambiente su
dati Ises Italia).
Rinnovabili, che impresa. LItalia non ha saputo cogliere
lopportunità imprenditoriale e occupazionale legata alle
rinnovabili. Tra le prime 10 industrie di produzione del settore eolico
tre sono danesi, tre tedesche, due spagnole, una americana e una giapponese.
Per quanto riguarda il fotovoltaico quasi metà della produzione
di celle è in Giappone, un quarto del mercato è della giapponese
Sharp, mentre si dividono il mercato mondiale imprese giapponesi, tedesche,
danesi, inglesi e spagnole
La Germania investe ogni anno 6miliardi di euro nel settore delle rinnovabili
e ha oggi una occupazione di oltre 120mila persone. La Spagna
in pochi anni è riuscita a creare un settore industriale che occupa
oltre trentamila persone. Il Governo della Cina ha annunciato di voler
raggiungere una produzione di almeno il 12% dellenergia da sole,
vento e piccolo idroelettrico. Proprio le aziende tedesche si sono già
candidate a svolgere un ruolo di primo piano avendo già sottoscritto
accordi commerciali e tecnologici in Cina che prevedono investimenti per
600 milioni di Euro nei prossimi dieci anni.
Sovvenzioni e falsi miti. Le sovvenzioni al settore energetico
allinterno dei Paesi europei vedono come principali beneficiari
Carbone e Petrolio/Gas (con 13 e 8,7 miliardi di euro nel 2001) rispetto
alle fonti rinnovabili (5,3 miliardi, mentre 2,2 miliardi vanno al nucleare).
In Italia il sistema di incentivi CIP6 pensato per le fonti rinnovabili
in realtà premia per oltre il 90% gli impianti che producono energia
da fonti fossili (Rapporto pubblicato dalla Europe Environment Agency,
giugno 2004 e elaborazione Legambiente su dati Camera dei Deputati)
I primi della classe I. Nel Comune di Varese Ligure il 100% del
fabbisogno energetico è coperto da fonti rinnovabili. Un impianto
eolico con 2 aerogeneratori produce 4GWh lanno; due impianti solari
fotovoltaici sulledificio del Comune (da 12 kWh) e sulla scuola
media (da 4,68 kWh) per 23.000 kWh/anno. Due nuove torri eoliche verranno
presto installate per una produzione aggiuntiva di 3GWh lanno. Il
risultato è la riduzione delle emissioni di CO2 di circa 9600 kg/anno.
Grazie alle nuove rinnovabili lenergia pulita prodotta
è pari a 3 volte le necessità del Comune (che ha 2400 abitanti).
La gestione avviene attraverso una società, lACAM, di cui
il Comune è azionista e grazie alla quale riceve direttamente finanziamenti
(30.000 euro lanno) e servizi ambientali (rifiuti, pulizia urbana
ecc.).
I primi della classe II. Nella sola Provincia di Bolzano troviamo
il 22% di tutti gli impianti solari termici installati in Italia. 145mila
mq di collettori che riducono i consumi di energia per 87 HWh/anno, sostituendo
un consumo di 7.500 tonnellate equivalenti di petrolio. A Bolzano la diffusione
degli impianti è superiore perfino agli obiettivi dellUnione
Europea, in rapporto con la popolazione 307mq ogni 1.000 abitanti (il
Target UE al 2010 è di 264mq/1.000 abitanti). Bolzano rappresenta
il caso più avanzato in Italia nel campo delle fonti rinnovabili,
e i motivi sono nella certezza degli incentivi (non legati a bandi) e
di regole chiare.
I primi della classe III. A Barcellona, attraverso la Ordenanza
Solar, sono state introdotte nel regolamento edilizio comunale regole
precise per la diffusione di impianti solari termici, con lobbligo
di installare nei nuovi edifici e in quelli che vengono ristrutturati,
pannelli in grado di coprire almeno il 60% delle esigenze domestiche di
acqua calda. Si è passati in 3 anni da 1.550 mq di pannelli solari
termici del 2000 ai 24.531 mq attualmente installati. Il risparmio energetico
realizzato è pari a 19.625 MWh/anno (pari al consumo di una popolazione
di 35mila abitanti in un anno), le emissioni atmosferiche evitate sono
pari a 3.451 tonnellate di CO2/anno. Per quanto riguarda il solare fotovoltaico,
Barcellona ha installato dal 2000 impianti fotovoltaici per 667 kW di
potenza e una produzione annua di 814.116 kWh. Il grande tetto fotovoltaico
inaugurato pochi mesi fa per il Forum 2004 delle culture sul lungomare
di Barcellona misura da solo 3.780 metri quadri con una potenza installata
di 440 kW.
Eolico. Energia da record. Lindustria eolica mondiale ha
conosciuto uno straordinario sviluppo nellultimo decennio, passando
dai 2.500 Mw installati nel 1992 agli attuali 40.000 MW, con una crescita
annuale di quasi il 40%: leolico è oggi la fonte energetica
con il maggior tasso di crescita a livello mondiale.
Eolico. La leadership europea. LEuropa rappresenta una vera
e propria potenza industriale nel campo delleolico: con i suoi circa
30mila MW (ottobre 2004, UE15) rappresenta il 75% dellinstallato
a livello mondiale. Ma nel mondo sono sempre di più i Paesi che
stanno investendo sulleolico: dalla Cina, allIndia (che ha
già installato 2.110 MW) agli Stati Uniti che sono già oggi
il terzo Paese al Mondo per MW installati (6.300). Deutschland ueber Alles.
La metà della potenza eolica installata in Europa si trova in
Germania. Parliamo di ben 17.000 MW, con un tasso di crescita
impressionante: erano 6mila nel 2000. La Spagna ne ha 8.000, la Danimarca
circa 3mila, lItalia ha raggiunto da poco quota 1.400, con una crescita
minima, che negli ultimi anni si attesta attorno ai 100MW lanno.
(Fonte: Legambiente su dati Ewea, Enea). Quanto pesa lenergia
del vento nel fabbisogno delle nazioni? Nel 2004 leolico ha
contribuito per il 20% in Danimarca, per il 6,5% in Germania, per
il 6% in Spagna. Nel Land dello Schleswig-Holstein, nel Nord della Germania,
con 18.000 MW viene soddisfatto oltre il 30% della domanda di elettricità,
mentre nella Regione della Navarra, in Spagna, leolico copre il
50% della domanda. Braccia rubate allagricoltura. Secondo i dati
dellEWEA loccupazione diretta e indiretta relativa al settore
eolico nellUnione Europea è cresciuta tra il 1998 e il 2002
del 188%, passando da 25mila ad oltre 72mila occupati. Il vento sposa
il paesaggio. Per garantire una corretta relazione fra i parchi eolici
e il paesaggio, Legambiente ha sottoscritto un protocollo con lAnev,
lassociazione nazionale energia dal vento, che raggruppa i principali
produttori di energia eolica, per una corretta integrazione degli impianti
eolici nel paesaggio e per la diffusione delle informazioni sulle fonti
rinnovabili.
Eolico. Mulini sullacqua. LInghilterra scommette sulleolico
off-shore. Dopo Germania e Danimarca, infatti, la Gran Bretagna varato
un ambizioso piano di sviluppo. Verranno realizzati 13 nuovi parchi al
largo della costa inglese con lobiettivo di soddisfare attraverso
leolico il 10% dei fabbisogni di energia nazionali entro il 2010
e il 20% entro il 2020. In Danimarca è invece previsto per questanno
linstallazione di tre campi eolici off-shore per una potenza totale
di 450 megawatt.
Solare. Fattore 10. La superficie mondiale di pannelli solari è
più che decuplicata in dieci anni. Giappone in pole. E
il Giappone il paese più avanzato a livello mondiale nella
ricerca e nella diffusione del solare fotovoltaico. Negli ultimi anni
in Giappone sono stati installati ben 640MW solari, dando vita
ad unindustria con oltre 16.000 nuovi occupati. Il secondo paese
al mondo per il solare fotovoltaico è la Germania con circa 400MW
e 6.000 addetti. In Europa ci sono circa 560 MW fotovoltaici installati
(2003, Legambiente su dati EurObservER, EPIA - European Photovoltaic
Industry Association): 48,6 in Olanda, 27,2 in Spagna, 26 in Italia, 21
in Francia, circa 17 in Austria, 5,5 in Gran Bretegna.
LItalia non prende il sole. Negli ultimi anni il mercato
del solare termico ha ripreso a correre con una crescita annua
del 25%. E lAustria, con una media di 313 mq installati
ogni mille abitanti, il paese europeo con la maggiore diffusione di pannelli
solari per il riscaldamento dell'acqua in rapporto alla popolazione (2.542.000
complessivi). In termini assoluti è ancora una volta la Germana
ad avere il primato, con ben 4.715.000 mq installati (57 ogni 1000 abitanti):
solo nel 2003 ne sono stati attivati 750mila mq. Segue la Grecia, con
una media di 270 mq installati ogni mille abitanti, e 2.850.000 complessivi.
La media Europea è di 31 mq installati ogni mille abitanti. LItalia,
come la Spagna, può vantare ogni mille abitanti solo 8 metri quadri
(2003, Legambiente su dati Ises Italia)
In Spagna, i nuovi regolamenti per l'edilizia obbligheranno, dall'anno
prossimo, l'installazione di pannelli solari termici su tutti gli edifici
di nuova costruzione E lannuncio fatto dal Ministro dellIndustria
del governo Zapatero per aumentare la diffusione dellenergia solare
termica, colmare gli attuali ritardi e creare un forte settore industriale.
Lobiettivo dichiarato è linstallazione di pannelli
solari su 5 milioni di abitazioni in dieci anni.
Geotermia. Hot Italia. LItalia è il Paese geotermicamente
più caldo di tutta lUnione Europea, con una
potenza elettrica installata pari a 860MW distribuita in oltre 30 centrali.
In Toscana lelettricità prodotta con fluidi geotermici contribuisce
a coprire il 25% circa della domanda di energia.
Idroelettrico. La risorsa idroelettrica rappresenta storicamente
la principale fonte di produzione di energia in Italia di tipo rinnovabile,
oggi contribuisce per oltre il 15% ai consumi nazionali ma in passato
ne ha rappresentato quasi i tre quarti. Le potenzialità di sviluppo
riguardano oggi impianti idroelettrici di dimensione ridotta (1-2 MW),
sia laddove vi siano portate interessanti e la possibilità di realizzare
salti e interventi di limitato impatto nei confronti dei bacini idrografici,
sia nel recuperare strutture esistenti lungo i fiumi (come condotte, depuratori,
acquedotti in disuso).
Biomasse. contribuiscono per circa il 3% ai consumi nazionali
di energia, ma hanno ampie
possibilità di aumentare il proprio contributo in pochi anni. Dalle
operazioni di manutenzione dei boschi e dalla produzione agricola è
possibile destinare ad uso energetico circa 15milioni di metri cubi, che
corrispondono a un potenziale energetico di circa tre Mtep (stime Itabia).
Legambiente - 16/06/2005 13:20
L’ufficio stampa 06 86268399
Ecoage 16 giugno 2005
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