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Il nucleare civile può causare la proliferazione nucleare per finalità
belliche. Gli esperti si dividono in favorevoli e contrari ma nessuno
nega l'esistenza di un diffuso doppio interesse verso il nucleare civile
e militare. In questi anni sta emergendo con grande evidenza la tensione
Iran-Stati Uniti sul progetto di costruzione della prima centrale nucleare
iraniana. Gli Stati Uniti temono l'uso civile dell'energia nucleare in
paesi "ostili" come l'Iran, poiché la filiera del nucleare
civile potrebbe nascondere l'intenzione di costruire armi nucleari. Pertanto
il nesso tra nucleare civile e militare è decisamente reale.
Il combustibile esaurito delle centrali viene riprocessato per estrarre
il residuo di uranio o di plutonio, materie prime fondamentali per le
industrie produttrici delle armi nucleari. Le scorie "di scarto"
sono successivamente vetrificate in modo da rendere inerte chimicamente
il materiale. Pur essendo vetrificate le scorie restano comunque radioattive
per decine di migliaia di anni e pertanto sono destinate allo stoccaggio
in depositi geologici o di superficie costantemente sorvegliati da personale
militare a spese dell'erario.
Quali sono le soluzioni proposte dalla tecnologia?
- Alcuni scienziati propongono la diffusione di reattori a nocciolo
sigillato. Forniti "chiavi in mano" ai paesi in via di
sviluppo sono poi riconsegnati alle organizzazioni internazionali di
controllo nel momento in cui il combustibile sarà esaurito. Una
soluzione tecnologicamente realizzabile con evidenti implicazioni dal
punto di vista politico. I paesi che li adotteranno saranno dipendenti
dal paese fornitore sia per l'energia sia anche per la tecnologia. Inoltre
nessuna organizzazione internazionale ha la forza necessaria per imporre
controlli qualora il paese rifiuti.
- Una strada alternativa è l'adozione di un "ciclo chiuso del combustibile".
In questo caso il processo di arricchimento dell'uranio naturale con
il suo isotopo uranio-235 dovrebbe essere localizzato all'interno della
centrale nucleare stessa per evitare di sottoporre il materiale a lunghi
trasporti ed al rischio di furti. Le scorie radioattive sono trattate
per non essere riutilizzabili per fini bellici (es. plutonio).
In ogni caso la risposta definitiva non può arrivare soltanto
dalla tecnologia. In molti dibattiti sul nucleare civile si concentra
l'attenzione soltanto sugli aspetti civili del nucleare senza approfondire
troppo l'aspetto militare e bellico. Poco o nulla è detto sulle
spese militari necessarie per proteggere una centrale nucleare dagli atti
di sabotaggio o di terrorismo.
Ecoage 15 maggio 2005
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