| L'Unione Europea ha
aumentato del 35% la produzione di biodiesel, ottenuto da coltivazioni
agricole come la colza, che nel 2004 ha raggiunto quasi due milioni di
tonnellate prodotte per oltre la metà in Germania. E'
quanto afferma la Coldiretti, sulla base dei dati dell'European biodiesel
Board, in occasione della conferenza stampa del commissario Ue all'Energia
Andris Piebalgs che ha annunciato la volontà di investire nelle
energie rinnovabili più vicine all'ambiente. Si tratta di una strada
che l'Europa - sostiene la Coldiretti - deve seguire con più decisione
per uscire da situazioni di crisi ricorrenti dovute al rincaro del greggio
che ha raggiunto prezzi che rendono competitivi i biocombustibili. Negli
Usa - precisa la Coldiretti - è stata imboccata una direzione di
marcia verso fonti alternative con l'approvazione di un pacchetto di norme
sull'energia con il proposito di raddoppiare la produzione di biocarburanti
fino a 7,5 miliardi di galloni (28,43 miliardi di litri) che includono
biodiesel, bioetanolo e combustibile da biomasse. Al contrario, nonostante
i progressi compiuti, sembra difficile che l'Unione Europea possa raggiungere
l'ambizioso obiettivo di sostituire entro il 2005 il 2% dei consumi totali
di benzina e gasolio da autotrazione con biocarburanti, per poi salire
al 5,75% entro il 2010, per far fronte agli impegni assunti con la firma
del protocollo di Kyoto. Sui ritardi europei - sostiene la Coldiretti
- pesa particolarmente la posizione dell'Italia che ha elaborato un piano
nazionale per la produzione di biocarburanti ottenuti da coltivazioni
agricole insufficiente e ben al di sotto del target fissato dall'Unione
Europea. In Italia l'attuale obiettivo nazionale di produrre 350.000 tonnellate
di bioetanolo e 200.000 tonnellate di biodiesel resta molto lontano dai
livelli statunitensi, ma anche da quelli europei visto che in Germania
sono ormai 1900 le stazioni distributrici di biodiesel ottenuto dalle
coltivazioni agricole e che in Francia un proprietario di auto diesel
su due viaggia utilizzando miscele con energia verde, sette raffinerie
su tredici incorporano il biodiesel nel gasolio in percentuale del 5%,
oltre trenta gruppi industriali utilizzano veicoli con biodiesel al 30%
e nei prossimi tre anni verrà triplicato il contingente defiscalizzato.
Per questo - continua la Coldiretti - serve la messa a punto di un programma
di alimentazione delle autovetture con miscele di biocarburanti anche
attraverso l'impegno delle amministrazioni locali e un piano di defiscalizzazione
che incentivi accordi per l'utilizzazione e lo sviluppo delle coltivazioni
nazionali tra imprese agricole, trasformatori industriali e distributori
commerciali. Potenziando le coltivazioni dedicate alla produzione di biocarburanti
(biodiesel e bioetanolo), ma anche attraverso l'utilizzazione di residui
agricoli, forestali e dell'allevamento e l'installazione di pannelli solari
nella aziende agricole - continua la Coldiretti - è possibile arrivare
a coprire entro il 2010 fino al 13% del fabbisogno energetico nazionale,
risparmiare oltre 12 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti e ridurre
le emissioni di anidride carbonica di origine fossile di 30 milioni di
tonnellate. ll bioetanolo - spiega la Coldiretti - viene prodotto tramite
processi di fermentazione e distillazione di materiali zuccherini, amidacei
o sottoprodotti come cereali, barbabietola da zucchero e prodotti della
distillazione del vino, mentre il biodiesel deriva dall'esterificazione
degli oli vegetali ottenuti da colture come il colza e il girasole. Con
il biodiesel - conclude la Coldiretti - è possibile ridurre dell'80
per cento le emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50
per cento quelli di particolato e polveri sottili mentre con il bioetanolo
si riducono le emissioni di idrocarburi aromatici come il benzene del
50% e di oltre il 70% anidride solforosa mentre cali più contenuti
si hanno anche per il particolato e per le polveri sottili.
Fonte: c.s. 578 Coldiretti - 6 settembre 2005
Ecoage - 10 settembre 2005
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