Produzione biocarburanti di seconda generazione in Italia
I biocarburanti di seconda generazione potrebbero diventare presto una realtà interessante anche nel nostro Paese. Lo dimostra il recente annuncio del Gruppo M&G Mossi e Ghisolfi dell'imminente apertura di un impianto di produzione biofuel-etanolo derivato esclusivamente da materie agricole non alimentari (vedi "Primo impianto biocarburanti di seconda generazione" su Biocarburanti.org del 13/11/2009 ). L'impianto avrà caratteristiche semi-industriali e potrebbe essere il primo di una lunga serie.
Cosa cambia rispetto ai biocarburanti di prima generazione
I biocarburanti di prima generazione sono generati da materie prime agroalimentari. L'etanolo, ossia il carburante d'origine vegetale alternativo alla benzina, viene prodotto utilizzando mais o canna da zucchero come materie prime. Il ciclo produttivo non esclude però un impatto sulla produzione agroalimentare, riducendo pericolosamente la produzione verso i mercati alimentari a vantaggio del settore agroenergetico. Sul tema si è acceso un ampio dibattito su scala mondiale a partire dal 2006. Cosa cambia con i carburanti di seconda generazione? A differenza di quelli di prima generazione, i biocarburanti di seconda generazione sono prodotti da materie prime non alimentari e con scarso impatto sull'utilizzo del fattore terra (es. alghe, biomasse ecc).
Biomasse lignocellulosiche
Le biomasse lignocellulosiche utilizzate nel progetto del Gruppo M&G Mossi e Ghisolfi sono quindi da interpretarsi come biocarburanti di seconda generazione. Non impattano sulla filiera alimentare e non influenzano eccessivamente la destinazione del fattore terra da parte delle aziende agroalimentari. Per il resto, anche i biocarburanti di seconda generazione conservano il vantaggio ambientale in termini di minore emissione dei gas serra rispetto ai carburanti tradizionali d'origine fossile.
20090313
Altre fonti:
Repubblica: "In Italia il primo impianto di bioetanolo di 2a generazione" del 13/03/2009
< Fonti e bibliografia >