Polo Nord: non sarà navigabile
Nelle ultime settimane l'aumento delle temperature ha provocato la rottura di immense piattaforme di ghiaccio nell'oceano Artico. Oltre 50 km si ghiaccio si sono staccati lungo la costa settentrionale delle isole canadesi, lasciando scoperto un tratto di mare da millenni sepolto dai ghiacci. Complessivamente sono andate perdute nel corso dell'anno aree pari all'estensione dell'Alaska e del Texas e lo strato della banchisa polare artica si è ulteriormente ridotto, lasciando immaginare già per la prossima estate il Polo Nord privo di ghiacci. Il fenomeno dello scioglimento dei ghiacci artici stupisce gli stessi scienziati che non avevano previsto un processo così rapido. Le conseguenze dello sconvolgimento climatico nei prossimi dieci anni sono ancora sconosciute e incalcolabili. La causa dello scioglimento dei ghiacci non sembra tuttavia essere il rialzo della temperatura estiva, quest'anno rilevata a livelli inferiori rispetto allo scorso anno, bensì l'aumento medio di quella invernale. La temperatura media invernale è salita di circa 5° C rispetto a 50 anni fa. Per resistere il ghiaccio permanente avrebbe bisogno di lunghi periodi di freddo intenso inferiore ai 40 gradi sotto zero. In queste condizioni il ghiaccio tende a sgretolarsi e a sciogliersi durante i mesi estivi.
La navigazione nell'Artico
L'Artico senza ghiacci sembra piacere ai governi dell'emisfero Nord per l'ipotesi di apertura delle nuove vie commerciali marittime e per lo sfruttamento delle risorse sottomarine. Queste ipotesi potevamo leggerle un tempo soltanto nelle storie a fumetti di Topolino, oggi purtroppo sono tristi realtà. Esistono tuttavia molti fattori di rischio all'ipotesi della navigabilità. Al di là delle conseguenze climatiche dello scioglimento dei ghiacci artici, è facile immaginare che il mare Artico senza ghiacci sarà ben diverso dall'Atlantico. L'assenza della banchisa nei mesi estivi lascerà intatti enormi iceberg galleggianti e vaganti. La navigazione sarà pertanto molto pericolosa sia per le navi, sia anche per gli impianti di trivellazione. Molto più pericoloso rispetto a oggi. L'ipotesi della 'non navigabilità artica' è stata delineata da Walter Meier del National Snow and Ice Data Centre dell’Università del Colorado a Boulder.
20080912
< Fonti e bibliografia >