Via libera alla Commissione, ma le perplessitą rimangono
Articolo di www.politicaineuropa.com
- 17/11/2004
(su gentile concessione)
La Commissione europea presieduta dal portoghese Barroso dopo la sostituzione
di alcuni commissari ha ricevuto il voto favorevole del Parlamento europeo.
Si conclude così la travagliata approvazione della nuova Commissione
che ha visto protagonista anche l'italiano Rocco Buttiglione. Rimangono
comunque delle perplessità.
Una sintesi della vicenda
Il primo passaggio al Parlamento a fine ottobre fu negativo. Alcuni membri
della Commissione avevano destato forti perplessità e molti gruppi
politici, dai Socialisti ai Liberali, dai Verdi alle Sinistra europea
avevano espresso il loro parere negativo nei confronti della Commissione.
Barroso per evitare un probabile voto negativo del Parlamento ritirò
la Commissione chiedendo tempo. Oggi e domani la Commissione si ripresenta
per la seconda volta al Parlamento. Nel frattempo Barroso ha apportato
qualche modifica alla sua squadra che ha trovato un ampio consenso e verrà
quindi approvata dal Parlamento.
Ancora qualche perplessità sulla Commissione
Il rimpasto ha quindi sbloccato la situazione. Non ha comunque risolto
tutti i dubbi sulla Commissione. Dei cinque commissari che erano stati
criticati solo due sono stati sostituiti (litaliano Rocco Buttiglione
rimpiazzato da Franco Frattini e la lettone Ingrida Udre da Andris Piebalgs
a cui è stato destinato il portafoglio della fiscalità),
ad un terzo è stato cambiato il portafoglio (László
Kovács che si era dimostrato incompetente in relazione al suo incarico
di commissario allenergia è stato assegnato il portafoglio
della fiscalità), altre due sono rimasti al loro posto. Dane Mariann
Fischer Boel, danese destinata allagricoltura, e Neelie Kroes, olandese
designata alla Concorrenza, mantengono i loro rispettivi incarichi sebbene
siano emersi nei loro confronti forti indizi sul conflitto di interesse.
Barroso ha affermato che ogni rapporto di collaborazione avuto dai due
commissari con aziende è stato sciolto e quindi non sussiste alcun
conflitto. Forti perplessità comunque rimangono anche in relazione
alle materie a cui le due sono destinate. Il settore dellagricoltura
gode di ingenti finanziamenti da parte dellUnione europea. La concorrenza
è uno dei pilastri su cui si basa il mercato comune europeo. Lassenza
di un qualsiasi dubbio sul conflitto di interesse dovrebbe essere una
condizione essenziale per ottenere la carica in tali ambiti.
Inadeguatezza del processo di designazione della Commissione
Al di là delle riserve verso i singoli commissari, la vicenda ha
mostrato linadeguatezza del procedimento di nomina della Commissione.
Il Consiglio europeo designa il Presidente della Commissione. Ogni stato
poi ha il diritto di indicare autonomamente il nome di un commissario
fra le quali il Presidente distribuisce i portafogli. Il Parlamento infine
è chiamato a votare la Commissione. La fase che riteniamo inadeguata
è quella relativa allindicazione da parte degli Stati dei
commissari. Tale norma trova la sua ragione nella necessità di
garantire a tutti i Paesi e soprattutto ai più piccoli una rappresentanza
allinterno della Commissione. Ma il rischio è la mancanza
di razionalità nella formazione della Commissione. Il Presidente
si trova a distribuire i portafogli a persone di cui non conosce la storia
personale e le competenze politiche. La mancanza di coordinazione nella
designazione da parte degli Stati inoltre può determinare la presenza
di più persone competenti in alcune materie e nessuna in altre
con la conseguenza di dovere necessariamente distribuire portafogli a
persone non adeguate. Infine, la nomina dei commissari avviene spesso
per motivi di politica interna nazionale piuttosto che in relazione alle
capacità dei candidati. Tutti questi elementi indeboliscono lautorevolezza
della Commissione.
Il Parlamento: segni di vita
La nota positiva arriva invece dal Parlamento che ha mostrato finalmente
una certa vivacità e una aspirazione ad una dignità pari
alle altre istituzioni europee. Relegato finora a sfornare regolamenti
e ad approvare decisioni prese dagli Stati, il Parlamento in questa occasione
ha imposto, almeno in parte, la sua volontà e ha costretto gli
Stati nazionali a rivedere le proprie scelte. Ancora più importante
questo evento potrebbe essere il segnale dellemergere di un potere
autonomo dellUnione, quale entità statale indipendente sovranazionale,
avente il suo centro nel Parlamento europeo e destinato ad entrare in
conflitto con quello degli Stati nazionali.
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pubblicato su gentile concessione
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