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Per aiutare i ragazzi di strada di Nairobi, l'assistenzialismo non
basta. Una riflessione che ha costretto AMREF ha sperimentare nuove strade.
Ci si può ostinare a chiamarla "città del sole",
ma Nairobi è soprattutto la città degli slum, dove oltre
2 milioni di persone (circa il 60% della popolazione) vivono in baraccopoli
organizzate come vere e proprie città nella città. Gli slum
principali sono circa una ventina, ognuno con una propria storia e una
precisa composizione etnica e sociale. Kibera è il più grande,
ma altre 4 bidonville (Kawangware, Korogocho, Mathare e Ruaraka) superano
abbondantemente i 100 mila abitanti. E' in questa realtà che vivono
almeno 130 mila children in need, ragazzi di strada: giovani vittime della
povertà, dell'AIDS, della privatizzazione dei servizi. Ragazzi
in fuga da situazioni familiari difficili, orfani maltrattati, emarginati,
esclusi da ogni forma di assistenza e spesso vittime di abusi. Il loro
destino è guadagnarsi la vita nelle strade di giorno e, la notte,
recuperare un giaciglio nelle discariche avvolti in semplici teli di plastica.
Ecco perché li chiamano chokora: "quelli che vivono grazie
ai rifiuti". Rifiuti, insomma. Gli "scarti" della società.
Anche se molto è cambiato dopo l'elezione del nuovo presidente
Kibaki, che ha introdotto la scuola obbligatoria, lanciando un chiaro
segnale politico, molto ancora resta da fare. E il solo assistenzialismo
non sembra una misura che da sola può contribuire a restituire
a questi migliaia di ragazzi la dignità perduta.
Una riflessione che ha costretto AMREF ha sperimentare nuove strade.
Alcuni anni fa AMREF ha avviato il Children in Need Program, un progetto
pilota attivo nel sobborgo di Dagoretti, una vasta area nella periferia
sud di Nairobi, che comprende al suo interno numerosi slum. Il progetto
è guidato da John Muiruri, un assistente sociale impegnato da vent'anni
nel recupero dei ragazzi di strada, ed è seguito quotidianamente
da un'equipe di cui fanno parte educatori, un'antropologa, un infermiere
e numerosi volontari, tutti kenioti. Il centro assiste un centinaio di
ragazzi e ne interessa direttamente e indirettamente alcune migliaia con
l'organizzazione di varie attività di formazione, ricreazione e
lotta all'esclusione sociale. Il PINOCCHIO NERO è nato così.

PROGETTO PINOCCHIO: ACTING FROM THE STREET
All'interno del programma Children in Need, ha assunto particolare significato
Acting from the Street, un progetto nel progetto, reso possibile dalla
collaborazione con Marco Baliani e con il Teatro delle Briciole di Parma.
L'obiettivo è stato quello di fare del teatro un innovativo e utile
strumento di socializzazione, formazione e recupero dei ragazzi di strada,
arricchendo nel contempo il bagaglio umano, culturale e professionale
del personale di AMREF e dei ragazzi con nuove metodologie di lavoro,
comunicazione ed espressione già sperimentate con successo in Italia
e all'estero. Con Acting from the street, il Teatro si è fatto
casa e scuola: il corso, infatti, ha garantito una sistemazione adeguata
e sicura a venti ragazzi provenienti dalle situazioni più difficili,
permettendogli di lasciarsi alle spalle le privazioni, fisiche, psicologiche
e mentali della vita di strada. Il percorso teatrale e umano dei ragazzi
ha visto la realizzazione di una decina di stage con la collaborazione
volontaria di altri professionisti italiani, quali Letizia Quintavalla,
Maria Maglietta, Elisa Cuppini, Morello Rinaldi, Riccardo Sivelli e la
partecipazione di volontari, attori e danzatori kenioti. Nel corso del
progetto i ragazzi hanno lavorato intensamente sul corpo, sulla voce,
sui movimenti nello spazio e su diverse forme di espressione. Il training
ha permesso loro di approfondire le tecniche della danza; ha insegnato
loro a disegnare, a costruire scenografie, costumi, burattini; li ha fatti
riflettere sulle modalità del racconto e li ha stimolati a raccontare
le proprie storie. Particolare impegno è stato dedicato allo sviluppo
creativo della favola di Pinocchio, il racconto scelto da Marco Baliani
per portare in scena la metamorfosi compiuta dai ragazzi in questi anni.
Il percorso artistico ha aiutato i ragazzi a riscoprire un'infanzia troppe
volte negata, permettendogli di vivere nuovamente e in armonia all'interno
di una nuova famiglia. Nel frattempo, grazie al sostegno materiale e psicologico
degli esperti di AMREF, tutti i ragazzi hanno avviato un rapido ed effettivo
processo di recupero che li ha portati ad abbandonare la droga, a tornare
a scuola e, in alcuni casi, a ritrovarsi con la comunità. La prima
fase del progetto si è conclusa nell'agosto 2004 con la rappresentazione
dello spettacolo PINOCCHIO NERO a Nairobi e poi in Italia, grazie a una
tourneé teatrale di tre settimane che ha portato i ragazzi a Roma
(2-3 settembre, Globe Theatre) e Palermo (7-8 settembre).
Questa è dunque la seconda edizione del PINOCCHIO NERO che ritorna
in Italia con una tournée che tocca questa volta Parma, Milano,
Firenze, Bologna e nuovamente Roma: spettacoli serali, matineé,
incontri con le scuole consentiranno di diffondere nel nostro paese la
consapevolezza di quanta ricchezza e creatività si nasconde negli
slum africani.
Parallelamente il progetto continua e si evolve in Kenya con un duplice
obiettivo:
- la formazione e il recupero di altri ragazzi di strada, attraverso
la promozione di specifici training condotti dai ragazzi più
dotati nei diversi campi (danza, costruzione di marionette);
- la lotta ai pregiudizi che circondano i ragazzi di strada e la realizzazione
di campagne di informazione sulle principali emergenze sanitarie, attraverso
la realizzazione di spettacoli itineranti nelle baraccopoli e nelle
aree rurali. Con la progressiva professionalizzazione del gruppo teatrale,
il progetto potrà diventare nel lungo periodo auto-sostenibile,
anche grazie alla realizzazione di spettacoli a pagamento nel circuito
delle ambasciate e delle feste private.
PINOCCHIO è solo una parte del lavoro di AMREF che, attraverso
il Children in Need Program, assicura questi servizi:
- Assistenza medica e alimentare.
- Prevenzione dell'AIDS e delle malattie sessualmente trasmissibili.
- Counselling con i ragazzi e con le famiglie.
- Incontri periodici con i leader della comunità.
- Programmi di istruzione di base.
- Assistenza sociale e piccoli progetti di microcredito.
- Assistenza legale.
- Iscrizione all'anagrafe, documenti di identità.
AMREF - African Medical and Research Foundation
Fondata in Kenia nel 1957, AMREF è la principale organizzazione
sanitaria privata, senza fini di lucro, presente in Africa orientale.
Una struttura di 500 persone, per il 95% composta da africani, gestisce
oltre 140 progetti di sviluppo sanitario e sociale in Africa orientale.
Diversamente dalla maggior parte dei programmi di cooperazione che portano
aiuti dall'esterno, AMREF è un'organizzazione africana, che individua
e gestisce i progetti dall'interno del continente, aiutata da una profonda
conoscenza ed esperienza delle realtà e culture locali. L'impegno
nel campo della prevenzione, dell'educazione alla salute e della formazione
di personale locale, mira sempre a generare benefici permanenti.
L'obiettivo di AMREF è aiutare lo sviluppo sanitario e sociale
delle popolazioni più povere attraverso il loro coinvolgimento
attivo. Il coinvolgimento delle comunità, la costituzione di comitati
locali per la gestione autonoma dei progetti, la prevenzione delle principali
malattie, la formazione socio-sanitaria, sono le strategie di intervento
di AMREF. In quasi 50 anni di attività, AMREF ha soccorso, vaccinato,
curato e soprattutto istruito, milioni di persone.
Per ulteriori informazioni: www.amref.it
Comunicato stampa AMREF
Federica Serra
AMREF Italia Onlus
Via Boezio, 17 - 00193 Roma
Tel. 06.99704672 - Fax. 06.320.22.27
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