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UE approva il piano italiano sulle emissioni di CO2

Il piano italiano delle emissioni di anidride carbonica è stato approvato dalla Commissione Europea. Matteoli, "Un'ottima notizia. Sono molto soddisfatto per l'approvazione del Piano italiano delle emissioni di anidride carbonica che corrisponde ai criteri indicati dal Governo italiano e prende atto delle posizioni espresse dall'Italia". Così il ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, Altero Matteoli, commenta l'approvazione da parte della Commissione Europea, a conclusione di un lungo e costruttivo negoziato, del Piano che attribuisce agli impianti industriali italiani i permessi di emissione di anidride carbonica per il periodo 2005-2007, stabilendo per questo periodo un tetto medio di emissioni pari a 232,5 milioni di tonnellate di CO2 l'anno. "Rispetto alle ipotesi iniziali formulate dalla Commissione Europea - ha dichiarato Matteoli - che prevedeva riduzioni delle emissioni del settore industriale italiano, il Piano approvato riconosce i risultati già raggiunti dall'industria italiana e riconosce alle imprese un tetto di emissioni che corrisponde alle loro esigenze".

In particolare nel Piano, ricorda Matteoli, sono riconosciuti gli elevati standard di efficienza energetica e la bassa "intensità di carbonio" già raggiunti dalle imprese industriali italiane, che consentono margini molto stretti, e a costi molto elevati rispetto alle altre imprese europee, per ulteriori miglioramenti in termini di efficienza e riduzione delle emissioni di CO2; sono attribuite agli impianti industriali quote di emissione corrispondenti alle effettive esigenze di continuità delle attività produttive, salvaguardando nello stesso tempo la competitività delle imprese e la sicurezza energetica dell'Italia ed è riconosciuta infine la credibilità del programma italiano per la riduzione delle emissioni dei gas serra, approvato dal CIPE il 19 dicembre 2002, ed in particolare è stata riconosciuta la validità dell'impegno italiano per attuare pienamente gli obiettivi della direttiva europea per la promozione delle fonti rinnovabili; aumentare l'efficienza energetica e ridurre i consumi nei settori diversi da quello industriale; utilizzare i crediti di emissione e di carbonio generati attraverso i progetti di cooperazione internazionale realizzati nell'ambito dei meccanismi del Protocollo di Kyoto Joint Implementation e Clean Development Mechanism.

Come è noto, in base alla direttiva europea, il Piano deve essere coerente con l'obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra assegnato all'Italia (l'Italia dovrà ridurre, entro il 2008, le proprie emissioni del 6,5% rispetto ai livelli del 1990); sia della esigenza di evitare sovra allocazione di quote, ovvero una assegnazione superiore alle necessità.

Nella fase iniziale la Commissione aveva rilevato che per centrare l'obiettivo nazionale il tetto delle emissioni avrebbe dovuto corrispondere a circa 200 milioni/ton. CO2 l'anno. L'Italia ha considerato inapplicabili le indicazioni iniziali della Commissione perché un tetto di 200 milioni avrebbe tra l'altro richiesto la chiusura di centrali termoelettriche, mettendo seriamente a rischio la sicurezza energetica dell'Italia. L'Italia ha inoltre richiamato l'attenzione della Commissione sulle misure individuate dal programma nazionale di riduzione delle emissioni dei gas serra, approvato dal CIPE il 19 dicembre 2002, che consentono di raggiungere l'obiettivo di Kyoto senza pesare sul sistema industriale italiano.

"La Commissione - ricorda Matteoli - ha preso atto delle nostre posizioni, ed ha stimato in 221 milioni di tonnellate il tetto medio di emissioni adeguato a rispondere alle esigenze di continuità produttiva delle imprese italiane nel periodo 2005-2007. La valutazione della Commissione è stata confrontata con i dati aggiornati della situazione italiana forniti da noi e dal ministero delle Attività Produttive, e si è convenuto infine che una valutazione più realistica ed equa del tetto corrisponde ad un valore medio di 232,5 milioni di tonnellate di CO2 nel periodo 2005-2007".

Roma, 25 maggio 2005

COMUNICATO STAMPA MINISTERO AMBIENTE

Ecoage - 28 maggio 2005
 

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