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Il rapporto sui limiti dello sviluppo

Nel 1972 il MIT realizzò lo studio scientifico "Limits to Growth" ( limiti allo sviluppo ) su commissione del Club di Roma, per studiare il problema della scarsità e del limite dello sviluppo. Lo studio dimostrò scientificamente l'esistenza di un limite invalicabile dello sviluppo economico a causa delle risorse esauribili, presenti in quantità fissa in natura ( es. petrolio, carbone, gas naturale, ecc. ). Il rapporto venne pubblicato da Donella Meadows. Consisteva in una simulazione al computer ( World3 ) delle conseguenze causate dalla crescita demografica della popolazione mondiale sull'ecosistema e sulle riserve naturali.

lo schema di funzionamento del rapporto sui limiti dello sviluppo

Secondo lo studio, un eccessivo tasso di crescita demografico porta a scontrarsi con il limite delle risorse naturali, disponibili in quantità finite in natura e non incrementabili. Una volta raggiunto questo limite si verifica uno scenario malthusiano, la produzione cessa di crescere o si riduce e la crescita demografica rallenta perché le risorse naturali non sono più sufficienti a soddisfare i bisogni di tutti. La popolazione mondiale si riduce fino a uno stato stazionario dove tutti vivono in uno stato di povertà ai margini della sussistenza.

le previsioni del rapporto sui limiti dello sviluppo

Per evitare questo scenario apocalittico ed evitare i limiti allo sviluppo, gli autori del rapporto proposero l'adozione dello sviluppo sostenibile, ossia di una politica energetica basata sulle risorse naturali e sui limiti sostenibili dello sfruttamento. In questo modo, il pianeta avrebbe continuato a beneficiare di una crescita economica costante senza subire il rischio dell'esaurimento delle risorse.

Il rapporto venne pubblicato in un in cui stava scoppiando la prima grande crisi mondiale del petrolio. Pertanto, erano particolarmente accentuati i toni, le preoccupazioni e le paure del futuro. Il fabbisogno energetico era diventato il principale problema nelle agende dei governi in ogni stato nel mondo. Tutti i mass media ne parlavano. Un problema che coinvolse anche i cittadini e le imprese. Per questa ragione, alcune previsioni del rapporto sull'esaurimento delle risorse energetiche fossili si dimostrarono eccessivamente pessimistiche.

Le previsioni errate del rapporto

Le previsioni catastrofiche del rapporto non si verificarono nei tempi previsti. Il rapporto prevedeva l'esaurimento del petrolio entro l'inizio del terzo millennio. Questo non accadde perché nel frattempo i governi nazionali avevano investito sull'efficienza energetica, sulle fonti energetiche alternative e sulla ricerca di nuove riserve. Uno degli errori compiuti nello studio fu di non prendere in considerazione l'ipotesi della scoperta di nuovi giacimenti petroliferi. Inoltre, l'uomo cominciò a sfruttare riserve marginali o non convenzionali, fino a quel momento non sfruttate a causa dei costi di estrazione più alti. Contemporaneamente si diffuse l'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e dell'energia nucleare. Per queste ragioni non si verificò il picco di produzione petrolifero.

Il picco di produzione petrolifero è il momento di massima produzione di petrolio. Una volta oltrepassato, l'offerta petrolifera tende progressivamente a diminuire mentre il prezzo delle risorse energetiche comincia a crescere.

Il concetto di limite allo sviluppo

Lo studio del MIT ha avuto il merito di aver introdotto il concetto di limite nello sviluppo economico e aver incentivato l'uso delle fonti energetiche rinnovabili o alternative alle risorse fossili. Pur essendo sbagliate le previsioni nei tempi, il processo è ancora oggi in corso. La crescita demografica mondiale sta accelerando il consumo delle risorse naturali. Prima o poi le risorse esauribili si esauriranno. Per non restare "a secco" l'uomo dovrà trovare una valida fonte di energia sostituta. In conclusione, anche se il rapporto del 1972 si sbagliò sui tempi, la sua logica resta comunque valida nel medio-lungo periodo e il problema non è stato ancora risolto.


  

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