Il Parlamento Europeo boccia l'Italia sull'ambiente
Articolo di www.politicaineuropa.com
- 23/01/2005 (su gentile concessione)
Il Parlamento europeo ritiene fermamente che l'Unione europea dovrebbe
mantenere il suo ruolo guida nell'ambito degli sforzi internazionali per
lottare contro il cambiamento climatico e "deplora le ripetute dicharazioni
del ministro italiano per l'Ambiente, secondo il quale sarebbe inutile
fissare obiettivi vincolanti per la riduzione delle emissioni dopo il
2012". Con 542 voti favorevoli, 24 contrari e 20 astensioni, il Parlamento
europeo ha adottato una risoluzione che approva l'accordo internazionale
sulla decisione adottata dalla Decima sessione della Conferenza delle
parti della Convenzione delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico
(UNFCCC), il programma di lavoro di Buenos Aires sulle misure di adattamento
e di reazione e la decisione di avviare un dialogo sulle future misure
da adottare relativamente al cambiamento climatico in base all'UNFCCC
e al Protocollo di Kyoto nel maggio 2005.
L'Aula ritiene fermamente che l'Unione europea dovrebbe mantenere il
suo ruolo guida nell'ambito degli sforzi internazionali per lottare contro
il cambiamento climatico. L'Unione, pertanto, dovrebbe presentare una
proposta concernente un futuro regime al Seminario degli esperti governativi
che sia coerente con l'obiettivo UE di contenere l'aumento medio della
temperatura globale a un massimo inferiore a 2° C sopra i livelli di preindustrializzazione,
allorché le emissioni di gas a effetto serra raggiungeranno il massimo
nel corso dei prossimi due decenni, e che rispetti i principi di equità,
responsabilità e capacità di agire.
I parlamentari ritengono che sia necessaria a medio termine una riduzione
delle emissioni dell'ordine del 30% entro il 2020 e, a lungo termine,
una riduzione del 60-80% entro il 2050. I deputati invitano la Commissione
e gli Stati membri a incentivare gli sforzi per avviare un dialogo con
i Paesi responsabili in tutto il mondo allo scopo di trovare una soluzione
sostenibile per evitare che si verifichino i pericolosi cambiamenti climatici.
Essi condannano i tentativi di alcuni Paesi di ostacolare l'avvio dei
negoziati sugli impegni in materia di politica climatica oltre il 2012.
A questo proposito, con 301 voti favorevoli, 279 contrari e 10 astensioni,
l'Aula ha approvato un emendamento del PSE che «deplora le ripetute dicharazioni
del ministro italiano per l'Ambiente, secondo il quale sarebbe inutile
fissare obiettivi vincolanti per la riduzione delle emissioni dopo il
2012 senza la partecipazione di Stati Uniti, Cina ed India; ritiene che
tali dichiarazioni potrebbero indebolire la posizione dell'Unione europea».
A seguito dell'approvazione dell'emendamento, Cristiana MUSCARDINI (UEN,
IT) ha affermato: «noi ritiriamo la firma da questa proposta, perché una
volta di più si è usato il Parlamento strumentalmente contro il Governo
italiano. Perciò ritiriamo la firma e, pur condividendo il testo, voteremo
contro».
I parlamentari invitano i Paesi che non hanno ratificato il Protocollo
di Kyoto a farlo quanto prima e, in particolare, invitano il Governo USA
a riesaminare la sua decisione di non partecipare. Essi ribadiscono la
loro richiesta che le emissioni derivanti dai voli aerei e dalla navigazione
internazionale dovrebbero essere incorporate negli obiettivi di riduzione
delle emissioni per il secondo periodo di impegno a partire dal 2012.
L'Aula ha infine adottato un emendamento che invita la Commissione a presentare
con urgenza proposte volte a introdurre valori limite vincolanti per le
emissioni di CO2dei nuovi veicoli.
Fonte: Servizio stampa del Parlamento europeo
Articolo di Politicaineuropa.com
pubblicato su gentile concessione
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