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Come in altri settori anche nel campo agricolo molti sostengono che solo
alcuni tipi di tecnologie sono sinonimo di progresso e sviluppo, arrivando
persino ad affermare che chi si oppone alla loro diffusione deve sentirsi
responsabile della miseria che affligge parte della popolazione mondiale
(fonte GreenPlanet).
La vera differenza non è tra un'agricoltura che crea sviluppo utilizzando
gli OGM e un'agricoltura obsoleta che rifiuta gli OGM, ma è tra
un'agricoltura con mezzi di produzione e conoscenze concentrati nelle
mani di pochi e un'agricoltura con mezzi di produzione e conoscenze diffuse
(tecnici specializzati in vari campi, agricoltori, consumatori) e diverse
nelle differenti zone della Terra. È ciò che si può
riscontrare anche con le fonti energetiche. C'è chi auspica
che la capacità di produrre energia sia concentrata in poche mani
con il nucleare, il petrolio, ecc e chi punta alle fonti energetiche rinnovabili
diffuse e diverse nelle differenti zone della Terra (energia idroelettrica,
solare, eolica, da biomasse e geotermia). Essendo probabile che non pochi
lettori di Ecoage.com siano in maggior misura orientati verso la produzione
agricola integrata, si riportano alcune ulteriori informazioni e suggerimenti.
Bisogna sapere che produrre frutta e verdura fuori stagione richiede
un enorme dispendio di energia. Gli ortaggi estivi, come pomodori, zucchine,
cetrioli e asparagi, che in inverno troviamo sui banchi del supermercato,
provengono da paesi lontani oppure vengono coltivati in serre riscaldate.
Tutti questi processi richiedono il consumo di energia.
Preferendo la verdura e la frutta di stagione ai prodotti agricoli coltivati
in serra o provenienti da paesi lontani è possibile dare un contributo
significativo alla tutela del clima
(fonte)
L'uso degli OGM, con la probabile introduzione di varietà resistenti
alla conservazione e trasporto, verosimilmente permetterà di produrre
alimenti in paesi sempre più lontani, con manodopera a basso costo
e con scarse leggi sulla tutela dell'ambiente. Si hanno notizie, infatti,
che molti brevetti biotecnologici riguardano la conservazione dei cibi,
la loro facilità di trasporto e di lavorazione, ritardando la maturazione
o la marcescenza di frutta e verdura in modo da riuscire a trasportarla
più facilmente (fonte).
Il risultato di queste manipolazioni potrebbe anche essere un alimento
che mantiene a lungo un aspetto fresco sugli scaffali dei supermercati
ma il cui valore nutritivo è molto ridotto.
Approfondimento sulle diverse agricolture
Chiediamoci se veramente è così e se solo l'introduzione
degli organismi geneticamente modificati possa ritenersi progresso e sviluppo.
Se dividiamo l'agricoltura in base ai mezzi che si usano per proteggere
e far produrre adeguatamente le colture, possiamo descrivere le situazioni
che seguono. Lotta con prodotti chimici in modo totalmente cieco. Questi
interventi si basano sulla pericolosità generica delle malattie
e dei parassiti. L'utilizzazione dei fitofarmaci (prodotti fitosanitari
secondo la nuova normativa) avviene senza una reale necessità e
una distinzione di quelli più efficaci. In questa situazione ci
sono due fattori negativi, la mancanza di professionalità dell'agricoltore
e l'assistenza tecnica che è svolta solamente dai rappresentanti
dell'industria dei fitofarmaci. Si può riscontrare questa situazione
dove vige la monocoltura (link
di approfondimento) e dove la salute degli operatori agricoli e la
tutela dell'ambiente ha poco valore (link
approfondimento).
La lotta a calendario che consiste nel seguire determinate fasi fenologiche
delle colture (fonte),
utilizzando prodotti di sintesi a largo spettro d'azione che mirano ad
ottenere la totale distruzione degli organismi nocivi con trattamenti
cautelativi ripetuti a determinati intervalli e senza tenere conto della
presenza del parassita, della sua soglia d'intervento o del rischio reale
di sviluppo della malattia. La professionalità dell'agricoltore
e l'assistenza tecnica sono scarsi.
La lotta guidata è un notevole passo avanti. Per essere efficace
l'agricoltore deve avere buone conoscenze e deve essere aiutato da tecnici
capaci. Si introduce il concetto di soglia di interveto o soglia economica
in base al quale il trattamento va eseguito solo quando le avversità
raggiungono una pericolosità tale da giustificare il costo dell'intervento.
In pratica conviene eseguire il trattamento quando il potenziale danno
arrecato alla coltura è superiore al costo che si deve sostenere
per eseguire il trattamento. Per i parassiti animali (insetti, acari,
ecc....) il rischio viene accertato con periodici campionamenti in campo
che permettono di definirne l´epoca di comparsa e la reale densità
di popolazione attraverso controlli visivi sugli organi vegetali e mediante
sistemi di monitoraggio con l´ausilio di trappole (fonte).
Per le malattie crittogamiche, invece, il rischio di comparsa di infezioni
viene valutato preventivamente sulla base delle condizioni climatiche
e colturali favorevoli al loro sviluppo, utilizzando modelli epidemiologici
(se disponibili), campi spia, captaspore (fonte)
ecc... Nella scelta del fitofarmaco e dell'epoca di impiego deve essere
considerata la selettività (fonte)
nei confronti degli organismi utili (parassitoidi, predatori e pronubi)
che si basa sulla conoscenza sia del loro ciclo biologico che del meccanismo
d´azione della sostanza attiva.
La lotta biologica viene praticata generalmente nel contesto più
ampio dell'agricoltura biologica, nella quale tutti i processi produttivi
(scelta delle specie e varietà colturali, lavorazione dei terreni,
rotazioni, concimazioni, ecc.) sono fatti secondo metodi ecocompatibili
e naturali.
Per lotta biologica s'intende l'uso esclusivo di antagonisti naturali
(utilizzo di funghi, virus, batteri, protozoi, ecc) e prodotti fitosanitari
di origine naturale (estratti di nicotina, piretro) e di uso tradizionale
(composti a base di rame, oli minerali, zolfi, saponi, ecc.). per il contenimento
degli organismi dannosi alle colture.
La lotta integrata consiste in norme agronomiche in dinamica continua
e particolareggiata per una determinata coltura e in una zona specifica.
La difesa integrata delle colture ha significato solo per la zona in cui
i mezzi di difesa sono state studiati e verificati. Lotta integrata significa
utilizzare, oltre ai prodotti chimici selettivi, tutti i mezzi di difesa
disponibili (tecniche agronomiche, fisiche, biologiche, ecc..., ) che
consentono di mantenere i parassiti delle piante al di sotto della soglia
di tolleranza, appropriate tecniche colturali, quali lunghe rotazioni,
equilibrate concimazioni, adeguate irrigazioni, potature, lavorazioni
del terreno, pacciamatura, scelta di varietà tolleranti, ecc...,
Il suo perfezionamento continuo porta alla produzione agricola integrata.
Questa situazione prevede l'interazione tra il chimico, l'agronomo, il
fitopatologo, l'entomologo, l'economista, l'agricoltore, che deve essere
preparato, e il consumatore con le sue scelte. Un consumatore che pretende
frutta senza nemmeno una macchiolina e fuori stagione non è adatto
per la produzione agricola integrata. Ogni variazione influisce sugli
altri fattori.
L´obiettivo di tali regole risulta l´ottenimento di produzioni
di qualità con costi accettabili e nel rispetto dell'uomo, inteso
sia come produttore che come consumatore, e dell'ambiente. (fonte Ermes
Agricoltura, Regione
Veneto)
La convinzione che chi è contro gli OGM è contro il progresso
e lo sviluppo si mostra non veritiera alla luce di quanto descritto sopra.
Altre fonti utili:
Marchenet
Wwf
di Vito D'onofrio - 9 marzo 2005
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