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L'argomento OGM suscita di nuovo molta attenzione sui mass media.
La presa di posizione a favore della loro introduzione da parte dell'ex
ministro Prof. Veronesi e
l'approvazione del decreto Alemanno hanno acceso discussioni su questo
tema.
Quello che colpisce è sia il fervore con cui personalità
autorevoli descrivono i supposti vantaggi ottenibili con l'introduzione
di questi organismi, sia l'altrettanto grande accanimento nell'attribuire
caratteristiche antiscientifiche alle argomentazioni contrarie agli OGM
Singolare è l'affermazione che la coltivazione degli OGM permetterebbe
di ridurre la presenza di micotossine negli alimenti, se si tiene presente
il fatto che negli USA, dove sono diffusi gli OGM, avrebbero reso commercializzabile
il latte distrutto lo scorso anno in Italia . In quel Paese, infatti,
i limiti per le aflatossine sono meno restrittivi rispetto alla UE.
Ancora più singolare è la convinzione che nell'accesa
discussione sugli OGM sia giusto dare più credito ai genetisti,
ai biotecnologi, ai chimici e ai fisici, piuttosto che ai laureati in
altre discipline, solo perché si presume che questi abbiano più
dimestichezza sia con la metodologia statistica che con la sperimentazione
in genere ( fonte Greenplanet).
Quando si arriva ad affermare che la concimazione organica in grado
di produrre sostanze di tipo umico nel terreno "
è azoto
e nulla più
" si comincia a sospettare che si vuol far
passare la non conoscenza di un argomento per un merito.
L'ammantarsi di scienza per dare più forza alle proprie argomentazioni
può rivelarsi un'operazione inutile e pure dannosa. È indispensabile
avere l'umiltà di ammettere che un individuo non può essere
in grado di conoscere tutto lo scibile umano e che per effettuare valutazioni
meno fallaci possibili potrebbe essere utile evitare di escludere proprio
i pareri degli esperti dell'ambito nel quale si intende fare le proprie
osservazioni.
Siamo sicuri che una letamazione sia equivalente a una concimazione con
urea o nitrato di ammonio? Si legge su un testo usato negli Istituti Tecnici
per Geometri, "Fondamenti di Tecnologia Agraria" G. Menegon,
F. Pivotti, G. Xiccato LIVIANA editrice, quanto segue:
"..una concimazione organica regolare assicura rendimenti elevati
e duraturi provocando i seguenti effetti:
- sofficità e areazione dei terreni pesanti;
- aumento della capacità di ritenzione idrica dei terreni sciolti;
- stimolo e incremento dell'attività microbica;
- aumento dello spazio disponibile per l'assorbimento radicale. "
Una concimazione organica non è equivalente a quella minerale,
è evidente, anche se non si nega l'enorme beneficio dei concimi
minerali. Pare che anche un geometra sia tenuto a saperlo.
Che dire poi sull'affermazione che gli economisti agrari non hanno sufficiente
competenza per argomentare di OGM?
Gli agricoltori sono allettati dall'introduzione di questa tecnologia
nella speranza di poter aumentare il proprio reddito attraverso aumenti
di produzione e riduzione dei costi. Un aumento della produzione porterebbe,
in realtà, a una conseguente diminuzione del prezzo dei loro prodotti
agricoli che già ora soffrono di forti sovrapproduzioni e la nascita
di monopoli, dovuta ai brevetti sulle colture OGM, non danno garanzie
di risparmi sui costi di produzione. Nemmeno i consumatori avrebbero benefici
da queste probabili riduzioni di prezzo (approfondimento Confagricoltura).
Anche i vantaggi per i paesi in via di sviluppo sono tutti da dimostrare
(appr. Volontariperlosviluppo)
mentre potrebbe essere più utile consentire ai coltivatori di questi
paesi l'accesso ai mezzi di produzione tradizionali (meccanizzazione,
concimi, fitofarmaci, sistemi di irrigazione, ricoveri per animali e attrezzi,
abitazioni) attraverso la concessione di contributi, come avviene da anni
in Europa e negli USA.
Quello che non è accettabile in questo confronto è l'irritante
presunzione che solo da una parte ci sia l'uso della corretta metodologia
scientifica e conseguentemente solo da una parte ci sia sviluppo e progresso.
Ciò che non è accettabile è l'affermazione che solo
con l'approvazione degli OGM si favorisce la libertà di scelta,
sia per gli agricoltori, sia per i consumatori. Non si comprende che tipo
di libertà possa essere il non consentire agli agricoltori di coltivare
le piante tradizionali (approfondimento LucaniaNet)
e il non consentire ai consumatori di scegliere di non cibarsi con gli
OGM.
Evitiamo anche di scordarci che la scienza non è infallibile.
di Vito D'onofrio - 24 novembre 2004
Fonti:
Repubblica
GreenPlanet
Animalinelmondo
Ambientediritto
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