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La notizia che gli statunitensi hanno reso possibile l'introduzione
degli OGM in Iraq fa sorgere qualche riflessione sugli effetti che potrà
avere questa ormai inarrestabile e sempre maggiore diffusione degli organismi
geneticamente modificati in agricoltura (fonte GreenPlanet)
Tempo fa, si era pensato che potesse essere molto utile l'introduzione
della maschiosterilità citoplasmatica in linee pure di mais fungenti
da portaseme (piante non destinate all'alimentazione ma alla produzione
di seme). Si è scoperto poi che la maschiosterilità in quelle
linee pure di mais era indissolubilmente legata a caratteri di grave suscettibilità
al patogeno Helmintosporium maydis che provoca danni alle foglie, ai culmi
(fusti) e gravi forme di marciume alle spighe (pannocchie) delle piante
di granoturco, specie coltivata indispensabile all'allevamento zootecnico.
Immaginiamo che questa caratteristica genetica fosse stata diffusa nelle
piante di mais coltivate su tutta la Terra e che il patogeno si fosse
manifestato con maggiore lentezza, ma contemporaneamente in tutto il mondo.
Quali effetti ci sarebbero stati sulla disponibilità di alimenti
per la popolazione mondiale? Saremmo andati incontro ad una spaventosa
carestia a livello mondiale?
Ci sarebbe stata la possibilità di trovare in tempi necessariamente
brevi (possiamo rimandare l'acquisto dell'automobile o del frigorifero,
ma abbiamo la necessità di mangiare tutti i giorni) varietà
di mais prive di quel carattere introdotto con la selezione genetica?
Gli OGM sono messi in commercio da poche multinazionali che, per quanto
possano avere laboratori molto efficienti e abilissimi tecnici e ricercatori,
non sono in grado, almeno fino a prova contraria, di fornire la variabilità
genetica messaci a disposizione da Dio o la Natura, a seconda dei punti
di vista. Questa possibile riduzione della variabilità genetica
delle piante coltivate dovuta al probabile successo commerciale degli
OGM potrà procurarci problemi?
Gli esperti devono prendere in considerazione tutti gli aspetti dovuti
all'introduzione degli OGM e il pericolo dell'eccessiva uniformità
genetica delle piante coltivate non sembra essere una questione secondaria.
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