nucleare-paesi
PROLIFERAZIONE NUCLEARE
|
Il ritorno al nucleare divide il paese tra favorevoli e contrari. Difficile dire chi abbia ragione o torto, entrambe le posizioni si basano su osservazioni solide e incontestabili. Proviamo ad affrontare i principali argomenti perorati dai "nuclearisti":
Complessivamente le centrali nucleari in Europa sono 151.
Il combustibile radioattivo esausto francese viene riprocessato a Le Hague (Normandia) per estrarre plutonio e uranio residuo. Le scorie radioattive inglesi sono invece riprocessate nell'impianto di Sellafield. L'Europa sembra pertanto convivere con il nucleare. Questa constatazione non deve però giustificare un ritorno del nucleare in un paese come l'Italia privo di centrali nucleari. I dati dipingono la diffusione del nucleare quale frutto delle decisioni passate dei vari paesi europei ma da vent'anni nessun paese europeo ha avuto in cantiere la costruzione di nuove centrali nucleari, eccezion fatta per la Finlandia. Il vero problema del nucleare è soprattuto nei costi economici che possiamo semplificare in:
Gran parte dei costi sono coperti mediante la spesa pubblica (spese militari, smantellamento centrale, stoccaggio scorie radioattive per migliaia di anni). L'onere economico viene "ereditato" dai nostri figli. Va inoltre considerato l'uranio come risorsa scarsa ed esauribile. Altro handicap da annoverare è il lungo periodo di tempo (7-10 anni) necessario per costruire una nuova centrale nucleare che non risolverebbe alcun problema imprenditoriale di breve periodo. Non occorre il nucleare per ridurre il costo della bolletta. Il costo dell'energia elettrica può essere abbattutto anche mediante un sistema "distribuito" di produzione dell'energia elettrica gestito esclusivamente con logiche di mercato, nessun aggravio sulle spese pubbliche e nessuna scoria da gestire. Peccato che non se ne parli... Ecoage 17 maggio 2005
|