Probabile accordo tra UE e Iran sul nucleare
Si intravede finalmente una via di uscita diplomatica dalla questione
nucleare iraniana grazie all'intervento intermediatore dell'Europa.
Dopo un lungo processo di negoziazione è stata preparata a Parigi
una bozza d'intesa sulla vicenda del processo di arricchimento dell'uranio
che da un lato era destinato ad alimentare le future centrali nucleari
iraniane e dall'altra destava la preoccupazione di Usa e Israele per un
possibile utilizzo per la fabbricazione delle armi atomiche.
La notizia dell'intesa preliminare è stata annunciata da uno dei
negoziatori iraniani alla tv di stato. Non si conoscono i contenuti dell'accordo
che restano confidenziali fino all'approvazione definitiva da parte dei
governi nazionali. Probabilmente la richiesta di sospensione del programma
di arricchimento dell'uranio sarà compensata da un programma di
cooperazione economica e tecnologica tra Iran ed Unione Europea.
La trattativa è stata condotta in questi giorni a Parigi tra i
rappresentanti di Iran, Francia, Germania e Gran Bretagna ed è
stata un vero tour de force per giungere ad un'intesa diplomatica per
uscire dalla crisi. Lo stesso direttore Aiea, El Baradei, in un discorso
alle Nazioni Unite aveva recentemente auspicato che il tentativo
europeo riuscisse a trovare una soluzione prima della prossima riunione
del 25 novembre in sede Aiea. La pressione degli Stati Uniti di portare
la questione dinnanzi al Consiglio di Sicurezza e le minacce da
parte di alcuni esponenti politici di Israele di essere pronti a ogni
mezzo per sospendere il processo di arricchimento iraniano lasciavano
presupporre il peggio.
Se l'accordo preliminare sarà sottoscritto dai rispettivi governi
negoziatori di Francia, Germania, Gran Bretagna e Iran si uscirebbe completamente
dall'empasse politica che ha visto un'escalation di dure dichiarazioni
tra Israele, Stati Uniti e Iran a partire dalla metà di settembre
2004.
L'intervento della Cina contro l'uso della forza
Nei giorni scorsi anche la Cina si è pronunciata sulla crisi nucleare
in Iran allargando ulteriormente la reazione a catena politica sugli scenari
internazionali. La Cina ha affermato di non appoggiare alcun tentativo
di portare la questione dinnanzi al Consiglio di Sicurezza e di ricercare
una soluzione alla crisi esclusivamente in sede Aiea: "It would
only make the issue more complicated and difficult to work out"
ha dichiarato il ministro degli esteri cinese Li Zhaoxing lo scorso 6
novembre. (fine Chinadaily.com).
Alla ferma opposizione cinese alla richiesta degli Usa di portare la
questione al Consiglio di Sicurezza sono seguite dichiarazioni di amicizia
tra Iran e Cina che lasciano intravedere nuovi accordi commerciali
ad oriente. In questo senso sono chiare le dichiarazioni del ministro
del petrolio iraniano Bijan Namdar Zanganeh: "Japan is our number
one energy importer due to historical reasons ... but we would like to
give preference to exports to China". (fonte Chinadaily
7-11-2004)
In questi giorni frenetici tra falchi e colombe anche il parlamento iraniano
cercherà di dare un segno di apertura sulla questione votando entro
la prossima settimana il bando dei programmi nucleari non pacifici e dare
in questo modo un ulteriore segno di certezza dei propri scopi civili
nel nucleare. L'Iran ha sempre sostenuto lo scopo pacifico del programma
di arricchimento dell'uranio per realizzare esclusivamente il combustibile
per le future centrali nucleari iraniane.
La nascita di un nuovo scenario internazionale ?
L'accordo tra Iran e Unione Europea e l'intervento della Cina disegnano
nuovi scenari internazionali e nuovi accordi tra le potenze economiche
vecchie e nuove. Si delinea un chiaro solco che vede rafforzare il canale
d'intesa diplomatico del medioriente iraniano con Europa e Cina per contrapporsi
ad una politica troppo unilateralista degli Stati Uniti d'America.
L'accordo preliminare rafforza anche il ruolo dell'Unione Europea
come entità politica interculturale negli scenari internazionali
mondiali. Un ruolo di cui si sente veramente bisogno dopo il recente fallimento
dell'Onu nell'impedire l'intervento bellico in Iraq nel 2003.
Il possibile nuovo equilibrio diplomatico internazionale è chiaro
nelle stesse parole di Hossein Mousavian rilasciate alla tv di
stato in Iran, capo della delegazione iraniana a Parigi: "If this
is approved by all four parties, we will witness an important change in
Iran's relations with Europe and much of the international community in
[the] not-too-distant future" (fonte WashingtonPost.com)
Resta comunque il problema fondamentale legato al nucleare che trascende
dalle diverse posizioni politiche di Stati Uniti, Europa e Cina. L'uso
dell'energia nucleare negli stati a forte instabilità politica
crea, inevitabilmente, uno stato di tensione internazionale tale da lambire
anche la causa della guerra e dell'intervento militare. Oggi accade in
Iran ma domani potrebbe accadere in qualsiasi altro paese del mondo e
per le stesse identiche ragioni.
Fonte
Washingtonpost
Adnkronos
Chinadaily
Ecoage - 08 novembre 2004
Link correlati:
Dichiarazioni di El Baradei
La proposta di Kerry
La
reazione di Israele
La
questione nucleare in Iran
La storia
dell'Iran
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