| La Francia è
pronta a ospitare il primo reattore nucleare a fusione della storia.
Sarà costruito a Cadarache nel sud del paese in
pieno accordo con gli altri partner internazionali (Cina, UE, Giappone,
Russa, Corea del Sud e USA).
Il progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) prevede
la realizzazione di un reattore nucleare sperimentale basato sulla fusione
nucleare, ossia sullo stesso processo presente nelle stelle.
La fusione nucleare ha diversi vantaggi, è inesauribile, non utilizza
uranio, è più sicura e non produce grandi quantità
di scorie radioattive. La fusione nucleare non va pertanto confusa con
le attuali centrali nucleari basate sul processo della fissione dell'atomo.
Dopo le lunghe discussioni e confronti politici sulla scelta del luogo
in cui far sorgere l'ITER, alimentate anche dalla spaccatura USA e UE
in occasione della guerra in Iraq, è prevalsa pertanto la candidatura
francese. Oltre alla località francese era in ballo anche la località
giapponese di Rokkasho, preferita dagli Stati Uniti rispetto a Cadarache.
Le dichiarazioni dei rappresentanti politici e scientifici non nascondono
l'euforia per la decisione: "Today we are making history in terms
of international scientific cooperation" - ha commentato il
commissario UE per la ricerca e la scienza Janez Potocnik - "Now
that we have reached consensus on the site for ITER, we will make all
efforts to finalize the agreement on the project, so that construction
can begin as soon as possible", "It is a big success
for France, for Europe and for all the partners of ITER," ha
dichiarato il presidente francese Jacques Chirac (fonte Reuters).
Il cammino della fusione nucleare condurrà entro 30-40 anni alla
realizzazione delle centrali nucleari a fusione per la produzione di energia
elettrica che sostituiranno le centrali nucleari a fissione. Il progetto
ITER dovrà superare difficoltà tecnologiche che attualmente
penalizzano l'utilizzo della fusione, ad esempio l'enorme energia consumata
dal reattore durante il funzionamento e le alte temperature da sostenere
nell'impianto.
Con il progressivo avanzamento delle applicazioni della fusione nucleare
è plausibile ipotizzare la definitiva scomparsa dei reattori nucleari
a fissione entro il 2040-2050.
Fonte news: Reuters
Ecoage 30 giugno 2005
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