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Ai Cittadini di Caorso, vi scriviamo dalla Basilicata (da Scanzano e
Rotondella) a nome del nostro movimento e di quei lucani che hanno detto
di no al nucleare e che già troppe volte sono stati illusi e ingannati
dalle scelte politiche, sulle quali pesano tanti interessi tranne quelle
dei cittadini.
Siamo, purtroppo, allavvio del pieno rilancio mediatico del nucleare
in Italia, in quanto sembra che lunica forma di energia in grado
di soddisfare i bisogni dellumanità sia legata allatomo,
nonostante si stiano combattendo guerre, con tanto spargimento di sangue,
a causa del petrolio.
Siamo in ritardo di quasi ventanni sulle energie alternative e
rinnovabili e si vuole investire su una fonte di energia altamente pericolosa
e, soprattutto, dai costi di gestione millenari di cui molti nuclearisti
si dimenticano!
Il riprocessamento allestero del combustibile nucleare non certo
allontana lincubo delle scorie che, comunque, dovranno ritornare
in Italia (in quantità decisamente maggiore di quelle in partenza)
e con combustibile buono per far ripartire le centrali.
Lopzione trattamento e smaltimento estero andrebbe opportunamente
discussa con i cittadini delle Scanzano del mondo.
Lintenzione di realizzare un sito unico (anche provvisorio) e far
ripartire nuove centrali nucleari è la scommessa del governo per
un nuovo futuro dellenergia in Italia. Questa intenzione è
stata sostenuta nel recente incontro di DAVOS sul futuro dell'energia
in Europa, dove si rilancia il nucleare e gli accordi per la nuova tecnologia
atomica per la quale l'Italia è interessata dall'accordo franco-italiano
EDF-Enel.
Questi programmi vengono pagati quasi inconsapevolmente dai cittadini
con la bolletta elettrica ed il contributo su ogni kwh che pagano, prelevato
dallo Stato per la messa in sicurezza delle scorie radioattive, rischia
di trasformarsi in un contributo per il rilancio e la pubblicità
alla produzione atomica. Pochi eletti della filiera corta del nucleare
(imprese e grossi gruppi) ne trarranno beneficio e i prati verdi protetti
dai militari saranno oggetto di studio per un utilizzo produttivo dei
siti.
Alcune stime evidenziano che solo tra 10 anni si potranno mettere in
produzione nuove centrali nucleari in Italia. Alcuni esperti ritengono,
però, che se si smantellano quelle esistenti e si riutilizzano
gli stessi siti per le nuove centrali nucleari, potrebbero bastare solo
5 anni!
Caorso e Trino, in un simile contesto, diventerebbero altamente produttive.
Nessuna comunità vuole le scorie o le centrali nucleari, per questo
riteniamo che le scorie e il combustile devono essere sistemate in sicurezza
in mausolei dedicati alla stupidità umana e non devono
alimentare nessun commercio di materiale nucleare.
Il nucleare lucano, inoltre, non è da dimenticare! Custodiamo
combustile americano che non ci appartiene ed il Centro della Trisaia
è al secondo posto, come pericolosità, dopo Saluggia. Custodiamo,
oltre al resto, lunico esemplare di impianto di riprocessamento
del ciclo uranio-torio.
Con il ritorno al nucleare il centro lucano rischia di diventare non
solo deposito provvisorio ma, peggio ancora, potrebbe diventare, con limpianto
di riprocessamento, la Sellafield Italiana.
Il capitolo nucleare civile, inoltre, non può essere
assolutamente separato da quello militare. Non pensiamo di
essere un popolo da armi strategiche e, nonostante tutto,
abbiamo troppe vittime con luranio impoverito tra i soldati e civili
nelle missioni di pace.
Riteniamo che i cittadini non devono essere illusi o ingannati su questioni
che interessano la salute, la sicurezza e il futuro del prossimo!
Questo è il nostro messaggio di speranza e di pace alla comunità
di Caorso.
Movimento Antinucleare Pacifista
NOSCORIE TRISAIA
(Basilicata Italia Europa Mondo)
E.mai: nonucleare@email.it
Communicato del Movimento No Scorie Trisaia - 2005/02/06
Segnalato da Pino Mele (Basilicata)
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