Macchie solari ed effetto serra
Le macchie solari sono al centro di una teoria scientifica che lega il fenomeno al riscaldamento globale. Come abbiamo letto in una pagina di approfondimento dedicata (vedi "le macchie solari"), la presenza delle macchie solari è un indice dell'attività solare. In base alle recenti rilevazioni compiute dai ricercatori fautori della teoria, negli ultimi 50 anni è stata rilevata una tendenza all'aumento della presenza di macchie solari sulla fotosfera e, quindi, dell'attività solare. Da questa osservazione nasce l'ipotesi scientifica di una maggiore radiazione solare (energia) trasmessa dal Sole verso lo spazio circostante e, quindi, anche verso la Terra. Le variazioni di energia hanno, infine, un impatto sul clima terrestre (studi Friis-Christensen 1991). Il Sole inflenza il clima terrestre in modo diretto tramite il calore ed in modo indiretto attraverso la formazione delle nuvole (effetto raffreddante). Questi studi prendono spunto con i dati raccolti dall'astronomo inglese E.W.Maunder nel XVII secolo che, analizzando il periodo tra il 1645 e il 1715 rilevò una scarsa presenza di macchie solari. Il periodo storico coincide con un prolungato periodo di inverni particolarmente rigidi in Europa ed in Nord America.

Questa teoria scientifica è spesso utilizzata con finalità politiche per ridurre la responsabilità dell'uomo come causa dell'effetto serra. E' tuttavia lecito e razionale ipotizzare che il fenomeno dell'effetto serra sia il prodotto di entrambe le cause, ossia sia determinato dall'incremento dell'attività solare e contemporaneamente dall'inquinamento su scala industriale prodotto dall'uomo negli ultimi tre secoli.
31 / 10 / 2009
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