Loyalty management: programmi a punti
Le raccolte a punti, i bollini e le miglia aeree sono una realtà
quotidiana che accompagna da tempo la vita di ognuno. Non esiste settore
merceologico che non abbia attuato almeno una volta una di queste strategie:
si val dal classico supermercato al distributore di benzia, dal noleggio
di videocassette ai viaggi aerei.
Il meccanismo è tanto semplice da avere origini antiche.
Il cliente "fedele" ad una marca o ad una attività commerciale,
accumula crediti (cd punti) per poi avere diritto ad un premio. Spesso
non si tratta di un solo premio ma di veri cataloghi in cui i beni non
hanno un prezzo economico ma un'equivalente cumulo punti.
- Il cliente ottiene un surplus (premio) che, a parità di spesa,
non avrebbe dalla concorrenza. Inoltre, il premio materiale o una gift
card (certificato che da diritto ad un acquisto regalo) sono accolti
e percepiti meglio rispetto alla situazione "normale" in cui
la stessa persona acquista lo stesso bene-premio pagandolo in denaro.
- L'azienda "fidelizza" il cliente, ovvero ottiene non l'acquisto
sporadico (tipoco delle promozioni) ma una serie prolungata di acquisti
da parte dello stesso cliente. In questo modo l'azienda "protegge"
la propria quota di mercato dalle spinte competitive senza dover ricorrere
esclusivamente alle promozioni, alla pubblicità ecc.
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I FENOMENI DELLE
CAMPAGNE FEDELTA'
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Le case history del passato hanno evidenziato fenomeni interessanti:
- Il cliente è tendenzialmente portato ad aumentare la frequenza
o la spesa per accumulare punti.
- Spesso sorge un vero "mercato" dei punti rifiutati dai clienti
non fidelizzati. Questi punti sono redistribuiti su richiesta ai clienti
"fedeli", contribuendo ulteriormente alla loro fidelizzazione.
- In alcuni casi sono apparsi comportamenti quasi "maniacali"
in cui il raggiungimento dell'obiettivo (il premio) è diventanto
il fattore dominante delle decisioni di acquisto. Si tratta comunque
di eccezioni (per fortuna). Meno pericolose sono invece le forme di
collezionismo nate sui buoni punti.
Analizzando i fenomeni, si nota come sia forte la componente umana dei
programmi punti.
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I PREMI E L'ECONOMIA
INDOTTA
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Le campagne fedeltà hanno anche un "indotto" di discreta
importanza da un punto di vista macro. L'assortimento dei cataloghi
apre mercati per beni e prodotti che altrimenti non troverebbero facile
sbocco di mercato (basti pensare alle sottomarche, agli eccessi di magazzino
dovuti a sovraproduzione o a quote invendute della produzione).
I programmi più avanzati si basano su vere azioni co-marketing
tra brand autorevoli. Il cumulo dei punti può essere speso nelle
altre attività commerciali e punti vendita convenzionati con il
programma. Ad esempio un programma punti gestito da una rete di distributori
di benzina può essere "speso" al cinema, all'edicola
o al supermercato.
Da questo punto di vista, il programma punti diventa una vera moneta
spendibile quasi ovunque. Qualsiasi bene o documento può acquisire
valore se riconosciuto da tutti ed accolta come mezzo di pagamento. Un
concetto che si rafforza ancora di più con l'ingresso delle carte
elettroniche (Smart Card elettroniche o Fidelity Card).
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NON SOLO PUNTI
- IL CONCETTO DI CLUB
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Un programma di fidelizzazione basato sul meccanismo punti è diffuso
e alquanto semplice da realizzare. Ben più difficile legare la
fidelity card al concetto di club.
Anche in presenza di premi e di punti, la fidelity card può dar
accesso a particolari condizioni di acquisto, sconti esclusivi, servizi
gratuiti e privilegiati. Il cliente percepisce quindi di essere "importante"
e di godere di un esclusivo trattamento.
Il concetto di club nasce quando l'esclusività ed il privilegio
sono ben percepiti dal cliente che vi fa parte.
E' comunque importante ribadire che il concetto di club è strettamente
soggettivo, non si costruisce in poco tempo ed è fortemente legato
alla percezione del cliente.
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