| Legambiente: "Le
politiche ambientali non sono un ostacolo allo sviluppo, ma una priorità
ed un incentivo alla necessaria innovazione dell’economia europea".
“Prima l’economia. Poi, se possibile, l’ambiente
e la coesione sociale. E’ questa l’agenda neoconservatrice
e filoindustriale che il presidente della Commissione Barroso sta cercando
in tutti i modi di imporre all’Unione europea!”.
Così Roberto Della Seta, presidente di Legambiente critica la politica
del presidente Barroso sottolineando il fallimento della discussione odierna
sulle strategie per le politiche ambientali comunitarie del futuro. Tutto
rimandato a dopo la pausa estiva. Intanto quel che è certo è
che le 7 strategie, che costituiscono l’architrave del sesto programma
di azione ambientale adottato nel luglio 2002, – ossia le misure
comunitarie da intraprendere per combattere l’inquinamento atmosferico
ed i mutamenti climatici, proteggere l’ambiente marino ed urbano,
riciclare i rifiuti, promuovere una gestione sostenibile delle risorse
naturali, ridurre l’impatto dell’uso dei pesticidi e proteggere
il suolo – andranno attuate entro la fine dell’anno.
“Barroso – continua Della Seta - sostenuto dai
commissari Verhheughen (industria), McCreevy (mercato interno) e Mandelson
(commercio), ha cercato in tutti i modi di imporre la sua linea di deregulation
ambientale, ribadendo che per rilanciare la competitività delle
imprese è indispensabile liberare l’economia europea da tutti
quei vincoli ambientali che ne stanno rallentando la crescita”.
Eppure, ricorda Legambiente, su tematiche quali l’inquinamento atmosferico,
la Commissione ha già effettuato uno suo studio di impatto dal
quale emerge che a fronte di un costo annuo di 12 miliardi l’anno
– di qui al 2020 - delle misure necessarie a prevenire le 350.000
morti premature causate dall’attuale inquinamento che soffoca le
città europee, i benefici – in termini di natura ambientale
e sanitaria oltre che di innovazione tecnologica – sono quattro
volte superiori.
“Le politiche ambientali non sono un ostacolo allo sviluppo,
ma una priorità ed un incentivo alla necessaria innovazione dell’economia
europea. – conclude il presidente di Legambiente - Gli
europei non vogliono tornare indietro per sacrificare l’ambiente
e la coesione sociale sull’altare della competitività. La
deregulation neoconservatrice che Barroso sta tentando di imporre all’Unione
europea va fermata subito, prima che inizi a provocare seri danni”.
20/07/2005 15:31
L’Ufficio stampa Legambiente
06.86268355-79-99
Ecoage 21 luglio 2005
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