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Rifiuti tossici e radioattivi: uno scenario sconvolgente. Legambiente:
il governo costituisca ununità di crisi. Dopo il memoriale
dellex boss della ndrangheta pubblicato da LEspresso.
Rifiuti tossici e radioattivi Uno scenario sconvolgente. Legambiente:
il governo costituisca ununità di crisi. In Parlamento una
commissione dinchiesta.
Le dichiarazioni di Enrico Fontana e Nuccio Barillà. La lettura
del memoriale che lex boss della ndrangheta ha consegnato
alla Dna pubblicato questa mattina dallEspresso è davvero
sconvolgente. Al di là delle eventuali responsabilità dei
singoli e delle società chiamate in causa, che dovranno essere
verificate dalla magistratura, emerge la sostanziale conferma delle denunce
fatte da Legambiente a partire dal 1994 sullesistenza di vasti traffici,
nazionali e internazionali, di rifiuti pericolosi e radioattivi. Non erano
visionari i magistrati, gli ambientalisti e i cittadini che in questi
anni si sono occupati di queste vicende.
Le indicazioni puntuali circa i presunti luoghi di smaltimento
illecito a terra (in particolare il comune di Pisticci, lungo il torrente
Vella, dove sarebbero stati sepolti 100 bidoni contenenti rifiuti tossici
e radioattivi), i siti di affondamento indicati per almeno tre navi, anche
queste, secondo il memoriale dellex boss della ndrangheta,
cariche di rifiuti tossici e radioattivi, lungo le coste calabresi e lucane
(in particolare a largo di Maratea, in acque internazionali a largo di
Cetraro e di Genoano) affermano Enrico Fontana, responsabile dellOsservatorio
Ambiente e Legalità di Legambiente e Nuccio Barillà del
direttivo nazionale e di Legambiente Calabria - impongono pertanto limmediata
attivazione di mezzi e strutture tecniche in grado di accertare la veridicità
delle gravi affermazioni dellex boss. E vanno immediatamente attivate
le procedure di cooperazione internazionale per estendere le ricerche
e gli accertamenti anche nei singoli siti indicati in Somalia.
Alla luce di questo memoriale e delle notizie emerse nel corso di questi
anni anche grazie alle denunce di Legambiente, non è più
pensabile lasciare senza risposte immediate e finalmente chiare queste
vicende gravi.
Due le richieste precise di Legambiente. La prima è rivolta al
governo: la costituzione di una vera e propria unità di crisi interministeriale,
coordinata dal dipartimento della Protezione civile e che coinvolga i
ministeri dellInterno, degli Esteri, della Giustizia, dellAmbiente
che, di comune accordo con la Direzione nazionale antimafia, accompagni
con mezzi, risorse e personale specializzato le delicate e fondamentali
verifiche di quanto viene dichiarato dallex boss della ndrangheta.
Legambiente rivolge poi un appello pressante a tutte le forze politiche
perché attivino immediatamente una commissione parlamentare dinchiesta
sulle navi di veleni che, da oggi alla fine della legislatura, segua il
difficoltoso percorso per laccertamento della verità.
Vale la pena di ricordare, infine, che i fatti emersi dal memoriale
pubblicato oggi dallEspresso e le notizie di questi anni, hanno
fatto emergere dei collegamenti tra queste sconvolgenti vicende sia con
la morte misteriosa del capitano di corvetta della Capitaneria di porto
di Reggio Calabria, Natale De Grazia, che stava indagando proprio sulle
navi dei veleni sia il duplice assassinio della giornalista della Rai
Ilaria Alpi e del suo operatore Miran Hovratin che stavano conducendo
uninchiesta sul traffico internazionale dei rifiuti in Somalia.
Legambiente 2 giugno 2005
- 02/06/2005 20:42
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