LAGO ARAL
le conseguenze dell'uomo
Il lago d'Aral si trova nel deserto dell'Asia centrale, circa cinquant'anni
fa si estendeva per 67.000 km ed era il quarto lago più grande
del mondo dopo il Mar Caspio, il Lago Superiore in America ed il Lago
Vittoria in Africa.
Oggi il lago d'Aral si è ridotto al 25% dell'originario volume
d'acqua con un livello delle acque abbassato di oltre venti metri
. Le acque residue hanno una salinità di circa 50 grammi per litro
d'acqua, un valore superiore persino a quello delle acque oceaniche (35-36
grammi di sale per litro d'acqua). La grande presenza di sale ha reso
non potabile l'acqua e le comunità di persone residenti sono del
tutto dipendenti dal trasporto di acqua potabile dalle zone esterne.
Delle 180 specie animali ne restano meno di quaranta ed oltre l'80% delle
specie ittiche sono definitavamente scomparse. Il cambiamento dell'ecosistema
ha influenzato anche il clima, divenuto sempre più torrido e colpito
da tempeste di polvere. Un danno per l'intero ecosistema... compreso l'uomo.
Il lago era alla base di una florida comunità di 150.000 persone.
Negli anni '50 la pesca sul lago d'Aral copriva il 10% della produzione
di caviale dell'ex Unione Sovietica. Oggi dei vecchi porti restano solo
desolate zone secche e imbarcazioni arenate nella polvere. Le industrie
della filiera ittica e i cantieri navali sono falliti con l'ecosistema
causando disoccupazione e povertà.
Il disastro ecologico ha definitivamente distrutto l'economia locale
gettando nella disoccupazione migliaia di persone e costringendo i più
giovani all'emigrazione verso altre regioni. Il degrado e la povertà
si scontrarono con un clima sempre più insalubre. Aumentarono i
casi d'infezione al sistema respiratorio e le tubercolosi proprio laddove
si era estesa la povertà.
Cosa ha provocato il disastro ecologico del lago d'Aral?
Inutile dirlo... l'uomo. E non prendeteci per anti-capitalisti in quanto
lo scempio è stato perpetrato proprio durante il regime socialista
dell'Urss. Per aumentare la produzione dell'industria tessile sovietiche
l'Urss decise di irrigare vaste aree alla coltivazione del cotone. L'acqua
venne tratta dai fiumi Amoudarja e Syrdarja che portavano a valle l'acqua
dai ghiacciai eterni dell'Himalaya. La presenza di dighe e canali d'irrigazione
indebolì oltre misura la portata dei fiumi che non alimentarono
più a sufficienza il Lago d'Aral.
I fiumi e le piogge apportavano una flusso costante d'acqua nel lago
in quantità sufficienti per compensare l'evaporazione causata dal
clima torrido della zona. Il Lago d'Aral era quindi una grande oasi nel
deserto in perfetto equilibrio naturale.
Le cause del disastro
furono molteplici e tutte frutto dell'opera miope di qualche politico.
Venne persino costruito un canale artificiale per prelevare grandi quantità
d'acqua dal lago per trasportarla nel Turkmenistan, ad oltre 1600 chilometri
di distanza.
Cosa dimostra l'esperienza storica del Lago d'Aral? Qualsiasi
grande opera della natura può essere distrutta dalla certezza
dell'uomo di poter modellare a proprio piacimento l'ambiente in cui
vive. Non è corretto leggere questi disastri come una critica anticapitalistica...
il Lago d'Aral lo dimostra. E' invece necessario divulgare la cultura
del "limite" e della "prudenza" senza con questo impedire
il progresso o la ricerca scientifica. Una strada difficile ma possibile
per camminare tutti nella stessa direzione.
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