La Milano da... monitorare
Un gruppo di studenti ha effettuato per tutto l'inverno, con apposite centraline nelle borse, un monitoraggio costante dell'aria di Milano, nell'ambito del progetto Eurolifenet della Comunità europea. Gli studenti hanno riscontrato picchi di inquinamento fino a 20 volte sopra i limiti fissati dall'Unione europea. Secondo l'Oms il Pm 2,5, le pericolosissime micropolveri sospese nell'aria che penetrano con facilità nei polmoni, non dovrebbero superare, per media giornaliera, il limite di 25 microgrammi per metro cubo, sotto cui non sono mai scesi, mentre sono saliti a 200, 300, 500. Le cosiddette centraline fisse appaiono ormai obsolete e inadeguate per fare rilevamenti obiettivi e attendibili. Solo chi attende l'autobus alla fermata in città, tutti i giorni, può capire quanto siano fin troppo tranquillizzanti i bollettini "ufficiali" per la rilevazione dello smog.
Le tecnologie per avviare una "rimotorizzazione" sostenibile sono tutte in attesa di applicazione; le case automobilistiche adottano la politica dei piccoli passi per la riconversione del parco auto; le fonti rinnovabili di energia in Italia non decollano in quanto non abbastanza "convenienti": il quadro è abbastanza desolante mentre ci avviamo verso una stagione estiva che trasformerà le nostre città in enormi camere a gas, da cui anziani e bambini (chi può) dovrà evacuare. E' questo il futuro?
(da Corriere.it)
Gi. Lap.
20070509
< Fonti e bibliografia >