L'automobile a idrogeno non ha futuro?
I pannelli solari non hanno futuro, così si diceva negli anni '90 sul possibile sviluppo dell'energia fotovoltaica. In un certo senso avevano ragione, a quell'epoca i pannelli solari non avevano "presente" (più che futuro), erano ingombranti, poco efficienti e con rendimenti cento volte inferiori a quelli attuali. La ricerca ha poi progressivamente innalzato i rendimenti e ridotto i costi. Un cammino tuttora in corso.
Perché iniziamo un articolo sull'idrogeno in questo modo? Il motivo è semplice: troppo spesso in questi ultimi giorni o settimane leggiamo denigrazioni gratuite nei confronti dell'idrogeno e delle automobili a idrogeno. "L'idrogeno non avrà futuro" riecheggia negli ambienti e nei forum di esperti, evidentemente ostili all'ingresso del carburante che sostituirà il petrolio nei prossimi decenni. Le critiche sono sempre il sale delle innovazioni, ci mancherebbe altro, fin quando però non nascono al solo scopo di per difendere uno status quo dell'attuale economia. Ed è questa l'impressione che abbiamo.
Quali sono le principali critiche all'idrogeno?
L'idrogeno è un vettore di energia. In altre parole può conservare l'energia e deve essere obbligatoriamente prodotto utilizzando un'altra fonte di energia poiché l'idrogeno non esiste allo stato naturale sul nostro pianeta ma soltanto combinato con altri elementi. I denigratori dell'idrogeno citano spesso questa frase per accusare gli ecologisti di ignoranza nei confronti dell'idrogeno. In realtà tutti noi ecologisti (o neoecologisti) sappiamo che si tratta di un vettore e non di 'acqua magica'. L'idrogeno può essere prodotto dall'energia rinnovabile e dall'energia nucleare senza produrre nemmeno un briciolo di gas serra, o perlomeno in quantità infinitesimali. Come è ben noto un'automobile a idrogeno emette dal tubo di scarico soltanto vapore acqueo, contribuendo così a migliorare lo stato 'pessimo' dell'aria nelle città del mondo. Sono forse vantaggi da trascurare?
Le automobili a idrogeno costano troppo. E' un'altra critica all'idrogeno che prende spunto dall'evidente ritardo delle case automobilistiche su questo versante. E' però ridicolo che questa critica arrivi spesso da ingegneri, i quali dovrebbero ben sapere che la ricerca è solita progredire col tempo. Gli attuali problemi di progettazione, tecnici ed economici, saranno superati. Dire il contrario negherebbe l'evidenza di un ingegno umano che nel novecento ha compiuto disastri ambientali ma anche miracoli scientifici e tecnologici. Non si comprenderebbe altrimenti perché le case automobilistiche dedichino sempre più risorse alla produzione di prototipi a idrogeno fuel cell o a combustione diretta. Le stesse critiche furono indirizzate a Toyota nel 1997 quando mise sul mercato la prima automobile ibrida, la Prius, seguita anni dopo anche dalla Honda. A distanza di dieci anni il settore delle automobili ibride è esploso e tutte le marche, anche quelle inizialmente critiche, sono impegnate a recuperare il tempo perso. Nel caso dell'idrogeno questo processo di ricerca è tuttora frenato dall'assenza di una rete distributiva che impedisce piani di commercializazione a medio periodo. In altri termini le case automobilistiche preparano i prototipi ma non anche i piani industriali per produrle. Chi mai le comprerebbe senza poi poter fare il pieno? Va ricordato che la rete distributiva dei carburanti è attualmente in mano alle compagnie petrolifere. Una impasse che sarà ben presto superata dall'unione del concept ibrido con quello a idrogeno (es. BWM Serie 7).
L'automobile a idrogeno non avrà futuro? Questo accadrà soltanto se anche l'uomo non avrà futuro. Fin quando l'umanità manterrà il suo innato istinto a progredire continuerà a migliorare la tecnologia. Le attuali critiche nei confronti dell'idrogeno sono quindi rivolte più al suo 'presente' che al suo futuro. Su Ecoage siamo stati tra i primi a parlare di pannelli solari e biocarburanti, quando erano ancora in pochi a crederci, ... e non ci siamo sbagliati. L'idrogeno avrà futuro. Il petrolio no.
20070705
< Fonti e bibliografia >