Nucleare Iran
Teheran rifiuta la proposta di Kerry
Il nucleare civile di Teheran ha avviato una vera "reazione a
catena" diplomatica tra Iran, Israele e Stati Uniti. Il rifiuto
iraniano di sospendere il processo di arricchimento dell'uranio ha generato
una dura reazione di Israele.
Lo Stato di Israele teme soprattutto l'uso bellico dell'uranio da parte
dell'Iran e si è detto pronto a tutto pur di impedire Teheran porti
a termine questo processo di lavorazione. Quasi immediata è arrivata
la risposta del ministro degli esteri iraniano, Kamal Kharrazi:
"... quando ci si trova di fronte a una minaccia, bisogna considerare
e preparare una risposta. Noi siamo preparati." (fonte Adnkronos
3/10/04)
Il ministro Kharrazi si riallaccia all'ipotesi che Israele colpisca con
raid aerei i siti coinvolti nel programma atomico di Teheran. L'Iran ribadisce
l'intenzione di utilizzare l'uranio arricchito solo come carburante delle
future centrali nucleari al fine di produrre energia elettrica. Nessuno
scopo militare, quindi, sembrerebbe rientrare nei piani dell'Iran, ma
le rassicurazioni si scontrano in un clima internazionale teso. Il programma
atomico iraniano è stato portato avanti per anni nella completa
segretezza, una politica che lascia aperte molte incertezze e perplessità.
Kharrazi esclude ogni possibilità di dialogo con gli Stati
Uniti, una chiara conseguenza delle recenti politiche internazionali
tra Usa e Iran improntate sulla chiusura e poco sul dialogo. Il ministro
ricorda come a Washington si sia, anche recentemente, discusso del cambiamento
di regime in Iran.
L'Iran rifiuta la proposta di Kerry
In questo clima di sfiducia e minacce l'Iran ha respinto la proposta
del candidato democratico alla Casa Bianca John Kerry di rifornire il
combustibile per le centrali nucleari iraniane dagli Usa, in cambio ovviamente
della sospensione del processo di arricchimento dell'uranio in Iran. A
questa proposta ha replicato il portavoce del ministro degli esteri, Hamid
Reza Asefi, ribadendo che la fornitura di uranio statunitense provocherebbe
la completa "dipendenza" energetica iraniana dagli Stati Uniti
in un contesto politico ancora poco chiaro.
"We have the technology (to make nuclear fuel) and there is no need
for us to beg from others," (...) "What guarantees are there?
Will they supply us one day and then, if they want to, stop supplying
us on another day?" (fonte Reuters
3/10/2004)
La "reazione a catena" nucleare non tende pertanto a frenare
e la crisi politica si avvia con grande velocità sul tavolo del
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Link correlati:
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La storia
dell'Iran
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